·Pierangeli deve restituire 4 milioni di euro·

La Asl di Pescara chiede a Luigi Pierangeli di restituire oltre 4 milioni di euro. Soldi versati all’imprenditore della sanità privata nel 2013 ma “non dovuti”. 

Vincenzo Ciamponi

Era il 2013, al governo regionale c’era Gianni Chiodi, centrodestra, e manager della Asl di Pescara era Claudio D’Amario, l’attuale direttore del Dipartimento Sanità della Regione: l’8 ottobre la società Synergo srl (casa di cura Pierangeli) firma con la Regione un contratto per l’erogazione di prestazioni ospedaliere e, in base a un decreto dell’anno precedente, la dotazione dei posti letto delle strutture private accreditate veniva rimodellata secondo nuovi criteri. Ma Pierangeli questi criteri nel 2013 non li rispetta, visto che il decreto della Regione nel frattempo era stato impugnato, e si regola diversamente: cioè distribuisce i posti letto secondo le aree funzionali omogenee e non per disciplina secondo le Unità operative come previsto dal decreto della Regione. 

Gianni Chiodi
Claudio D’Amario

E così, a fronte di un tetto di spesa per l’anno 2013 di 19.622.324,09 euro e di un fatturato di 19.590.665,18, il totale “entro budget” che dovrebbe essere riconosciuto alla clinica privata ammonta a 14.668.537,61 euro. Ma le viene versato qualche milioncino in più.

Infatti la Asl di Pescara l’anno successivo provvede a liquidare a Synergo un “saldo parziale” delle prestazioni di ospedalità relative al periodo gennaio-novembre 2013 per 2.210.945,23 euro, pari all’80 per cento della somma “entro budget” che restava da pagare. Un pagamento liquidato “per ragioni prudenziali, al fine di evitare ulteriori ritardi, rispetto ai termini contrattuali di remunerazione delle prestazioni fatturate” che certamente – si legge in delibera – “avrebbero esposto l’azienda al pagamento di gravosi interessi moratori in caso di contenzioso giudiziario sfavorevole”.

La Asl paga quindi più di 2 milioni senza verificare il tasso di occupazione dei posti letto attivi, perché il decreto della Regione è ancora sub judice e perché le operazioni di verifica da parte dei Noc non si sapeva quando si sarebbero concluse. E concludeva dicendo che in ogni caso, alla fine delle verifiche, la Asl avrebbe provveduto “al recupero di eventuali somme che dovessero risultare non dovute e/o alla compensazione di queste con il credito relativo alle annualità successive, in costanza di rapporto”.

Recupero che in sei anni non si è mai verificato, anche perché i contenziosi sono arrivati al traguardo nel 2015 uno, e nel 2019 un altro. A settembre, con l’arrivo del nuovo manager Vincenzo Ciamponi, è iniziato il braccio di ferro, con un contraddittorio delle parti che si è concluso pochi giorni fa con la decisione della Asl di battere cassa a Pierangeli. Che ora dovrà restituire 4.216.804,74 euro di somme non dovute.

Luigi Pierangeli

“Con il presente atto – scrive la Asl – si richiede alla struttura Synergo di voler provvedere alla restituzione della detta somma a ristoro di quanto indebitamente percepito con le liquidazioni degli acconti e del saldo parziale per le prestazioni ospedaliere dell’anno 2013”.

Senza interessi.




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