·Pianella, la Parentopoli e il conflitto·

Un’altra Parentopoli per la Lega. Un caso già noto per la verità, venuto alla ribalta a febbraio scorso che ora acquista ancora più rilevanza perché fa affiorare un conflitto di interessi niente.
Accade a Pianella, dove la moglie del sindaco Sandro Marinelli, la ragioniera Carla Ricci, candidata e non eletta alle ultime regionali in quota Lega), viene nominata nel cda di Ambiente spa, una società in causa con lo stesso Comune. E se si considera che solo poche settimane fa è scoppiato il caso Fioretti, con la moglie Caterina Longo nominata nella commissione per le adozioni internazionali (caso che ha determinato le dimissioni del segretario regionale Giuseppe Bellachioma e poco ci mancava che cadesse anche la giunta), si può dire che la misura è colma.

Però ora c’è un fatto nuovo: Pianella ha una causa in corso dal 2012 proprio con Ambiente spa, la società dei rifiuti nata dalla fusione tra Ambiente, Linda e Attiva. E nel mese di marzo (Marinelli non era ancora stato eletto), il Comune presenta opposizione contro il decreto ingiuntivo promosso dalla società per una somma pari a 2 milioni di euro per la gestione del servizio di smaltimento dei rifiuti. A dire il vero il Comune nel corso del giudizio provvede a pagare ma la causa prosegue, e prosegue fino a qualche giorno fa, per accertare se erano dovuti anche gli interessi di mora: proprio a settembre scorso il tribunale di Pescara condanna il Comune di Pianella al pagamento degli interessi di mora, tanto che oggi il debito nei confronti di Ambiente è di circa 814.671,00 euro.

Il sindaco Marinelli

Ecco, una normale controversia legale ma di grandissima entità per la comunità di Pianella. E proprio durante la causa, il sindaco piazza la moglie nel cda della società con cui sta in causa: la nomina dei componenti viene votata dalla maggioranza dei presenti col voto (238 su 310 “azioni” votanti, corrispondenti al 65,38 del capitale sociale) anche del Comune di Pianella: in pratica il delegato del Comune non ritiene opportuno astenersi.

Una scelta che porta alla luce un enorme conflitto di interessi, una prassi scorretta ma non solo: non c’è solo un motivo di opportunità, visto che controllore e controllato appartengono praticamente alla stessa famiglia, ma anche di più, tanto che in molti vedono nella Parentopoli di Pianella un’alterazione della cosiddetta “par condicio civium”, cioè del diritto di uguaglianza dei cittadini di fronte alla pubblica amministrazione e soprattutto l’omissione della tutela dei principi cui deve conformarsi l’attività amministrativa richiamati dall’articolo 97 della Costituzione: “I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione”. Insomma, potevano evitare.
A questo punto quindi, per la causa in corso e ora per la condanna del Comune, in tanti si chiedono se il sindaco presenterà appello contro la sentenza e quindi farà causa alla società in cui è presente la moglie oppure preferirà glissare.


ps: Insomma, un altro bel pateracchio per la Lega.




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