·Pescaraporto, tutti assolti·

No, non era un processo semplice e soprattutto non era per niente scontato, così come aveva detto giorni fa nella sua requisitoria il procuratore capo di Pescara Massimiliano Serpi: tutti assolti perché il fatto non sussiste gli imputati nel processo di Pescaraporto.

“Mai avuto un processo, in fatto, più semplice – aveva affermato Serpi in aula – non  solo le intercettazioni, ma anche le deposizioni combaciano perfettamente con le risultanze investigative”.

Serpi aveva voluto sottolineare con la propria presenza (l’inchiesta era seguita dalla pm Anna Rita Mantini) l’attenzione della procura rispetto al processo. Ma non è servito: ieri il gup Gianluca Sarandrea ha assolto “perché il fatto non sussiste” l’ex presidente della giunta regionale abruzzese Luciano D’Alfonso e gli altri quattro imputati nel processo con rito abbreviato sulle irregolarità nella realizzazione del complesso edilizio che Pescaraporto intendeva realizzare a Pescara vicino all’ex Edison. 

Guido Dezio

Assolti quindi insieme a D’Alfonso l’avvocato Giuliano Milia, il dirigente del Genio civile Vittorio Di Biase, l’ex segretario dell’ufficio di presidenza regionale Claudio Ruffini e il dirigente comunale Guido Dezio, accusati tutti di abuso di ufficio e falso in atto pubblico. La procura aveva chiesto condanne da 6 a 10 mesi.

In pratica Di Biase il 15 marzo del 2016 scrisse una nota in cui “attestava falsamente” che sul terreno di Pescaraporto e sui manufatti che dovevano essere costruiti, erano stati fatti

“specifici accertamenti condotti dalle autorità competenti in materia finalizzati a verificare la regolarità delle attività edilizie segnalate e delle relative procedure autorizzati soprattutto in ordine alle effettive condizioni di rischio idraulico e ai requisiti di tutela della pubblica e privata incolumità”.

Tutto allo scopo di autorizzare la variazione della destinazione d’uso del fabbricato da turistico-alberghiero a terziario-direzionale, sostiene la procura. In realtà, rileva sempre la procura, l’unica attività istruttoria era stata l’acquisizione da parte del Comune della conferma burocratica da parte dell’autorità di bacino che erano ancora valide le circolari emesse nel 2005.

“Talchè si faceva apparire come tranquillizzante la situazione del rischio idraulico degli edificandi di manufatti della Pescara porto Srl dandosi atto, in sola apparenza e diversamente dal vero, di una compiuta ed attuale verifica di detto rischio da parte di tutti gli enti potenzialmente coinvolti: Comune di Pescara, autorità di bacino e genio civile”.

Ecco come la procura ricostruisce i fatti: D’Alfonso fu avvertito che Di Biase, il 18 gennaio 2016 aveva firmato un parere non favorevole in tema di compatibilità geomorfologica delle aree interessate, stabilendo quindi che c’era pericolosità idraulica in seguito all’approvazione della variante al piano stralcio di difesa dalle alluvioni. Era stata la consigliera comunale pentastellata Erika Alessandrini a chiedere un’urgente verifica al Genio civile. Qui entra in campo D’Alfonso che, telefonando da Bruxelles a Claudio Ruffiini gli ordinava di andare con Guido Dezio “oggi o domani, domattina se puoi” presso lo studio dell’avvocato Milia “che vi deve chiedere una informazione” e a una richiesta successiva di Ruffini per avere chiarimenti sui temi del colloquio, D’Alfonso rispondeva: “Andate e vi sarà detto”. In seguito Ruffini e Dezio andarono nella mattinata del 3 marzo 2016 intorno alle otto nello studio dell’avvocato Milia. In quel frangente lui e il governatore si scambiarono degli sms nei quali D’Alfonso invitava i suoi a elaborare una

“risposta provvedimentale, solo apparentemente riconducibile alla determinazione del Genio civile, indirizzata al Comune di Pescara e utile a integrare l’istruttoria successiva alla nota dell’interpellanza consiliare della consigliera cinquestelle.

“Siamo da Milia ma non sappiamo il motivo. E’ la nota dei 5 stelle?” chiede in un smsRuffini. “Sì, valutate la risposta”, risponde D’Alfonso.

Usano un linguaggio ermetico. Nello stesso incontro, utilizzando una copia dell’atto del genio civile del 17 febbraio 2016 già in suo possesso, l’avvocato Milia scrive quindi una specie di minuta, con noticine a mano a margine del testo fotocopiato, che doveva essere consegnata al pubblico ufficiale Vittorio Di Biase “affinché modificasse l’orientamento del proprio ufficio”, scrive la procura. Alla fine venne mandato a D’Alfonso un report di conferma di quello che era avvenuto, sempre via sms: “Fatto, mi risento domani con Guidoper completare”, scrive Ruffini. “Ok”, risponde D’Alfonso.

Ricevuto l’appunto di Milia, “Ruffini convocava l’ingegner Di Biase presso l’ufficio di presidenza della Regione e gli consegnava lo scritto preconfezionato dicendogli di adeguarsi a quanto indicato da Milia” .

Ci furono poi almeno altri due incontri tra Ruffini Di Biase per la redazione della nota con il nuovo orientamento dell’ufficio del Genio civile: una prima bozza fu addirittura rifiutata da Ruffini e secondo la procura ci furono “pressioni dirette del presidente D’Alfonso su Di Biase, volte a imporgli il testo di Milia”.

Alla fine quindi Di Biase, come dirigente del servizio regionale del genio civile scrisse la nota del 15 marzo 2016, “ideologicamente falsa e sulla falsariga dell’appunto redatto daMilia, che operava nell’interesse della Pescaraporto beneficiata dall’atto”.

ps: Si attendono le motivazioni.




Articoli correlati

  • Pescaraporto, appello della procuraOttobre 5, 2019 Pescaraporto, appello della procura No, non è vero che quei fatti non hanno rilevanza penale. Ne sono convinti il procuratore di Pescara Massimiliano Serpi e l’aggiunto Anna Rita Mantini che hanno presentato ricorso in […]
  • Pescaraporto, D’Alfonso rischia dieci mesiLuglio 4, 2019 Pescaraporto, D’Alfonso rischia dieci mesi Condanne da sei a dieci mesi: queste le richieste della procura di Pescara nel rito abbreviato per Pescaraporto nei confronti dell’ex presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso, […]
  • Palazzo d’oro, D’Amario a processo con CetrulloMarzo 6, 2019 Palazzo d’oro, D’Amario a processo con Cetrullo Quel capannone fu pagato un prezzo spropositato: andranno a processo l’ex manager della Asl di Pescara Claudio D’Amario, l’imprenditore Ermanio Cetrullo, vicino all’ex presidente della […]
  • Pescaraporto, traditi da un pizzinoLuglio 27, 2018 Pescaraporto, traditi da un pizzino Traditi da un pizzino. E' stato intercettato Luciano D'Alfonso mentre dava istruzioni ai suoi fedelissimi Claudio Ruffini e Guido Dezio perché prendessero ordini da Milia. Incastrati da un […]