·Personale e piano: tutte le magagne della sanità·

Non ci sono soltanto i 57 milioni di disavanzo nel 2019 per la sanità targata Marsilio, ma tanti altri nodi da sciogliere: lo dice il verbale del Tavolo di monitoraggio relativo al 29 novembre scorso. No, non sono rose e fiori. Tutt’altro. 

Innanzitutto il personale: i manager delle Asl di Teramo e Pescara hanno sottolineato “l’indifferibile necessità di assunzioni”: 111 a Teramo e 164 a Pescara al fine di garantire i livelli essenziali di assistenza visto che nel corso del 2018 sono andate via 252 persone a Teramo e 168 a Pescara. A questo proposito il ministero sottolinea che non è possibile “esprimere un parere compiuto” sulle assunzioni, “non essendo ancora approvato il nuovo atto di programmazione della rete ospedaliera e il relativo piano di fabbisogno del personale aggiornato”. 

Come si fa a sostenere la necessità di assunzioni se non si sa che tipo di ospedali si vogliono realizzare? Non solo: la spesa complessiva per il personale riferita al 2018, si legge nel verbale, risulta pari a 669.635.000 euro, somma che si attesta al di sotto del tetto di spesa fissato dalla legge.

Ma c’è un altro aspetto fondamentale nella gestione della sanità della Regione Abruzzo che viene censurato dal Tavolo di monitoraggio: molte somme finalizzate alla realizzazione dei progetti obiettivo vengono in realtà utilizzate per pagare il personale.

“Ai fini dell’approvazione dei progetti obiettivo per il 2017, è necessario approvare una nuova delibera che elimini i costi previsti per le risorse umane”. E poi il Tavolo “esprime parere negativo sull’utilizzo delle risorse degli obiettivi del Psn per il personale dedicato alla realizzazione dei progetti” e aggiunge che le somme destinate ai progetti “non possono prevedere la copertura dei costi connessi all’incremento di personale per la loro realizzazione”. E cioè, “I costi progettuali devono essere sostenuti nell’ambito della propria dotazione di personale, già remunerata delle fonti ordinarie di finanziamento”. E ci mancherebbe altro. 

Ma è sul piano operativo presentato da Marsilio che ci sono le critiche più nette: il ministero rileva “l’estrema genericità del documento, che non riporta gli interventi programmati con le azioni previste, gli indicatori di risultato e le relative scadenze”. Insomma, serve un cronoprogramma, che contempli tutte le attività programmate, correlato da indicatori intermedi e finali, risultati attesi misurabili e relative tempistiche, nonché le strutture regionali responsabili del perseguimento degli obiettivi e delle azioni programmate. Si segnala, altresì – si legge nel verbale – che le manovre previste dalla Regione non sono associate ai rispettivi impatti economici attesi ne è presente una opportuna descrizione delle valutazioni operate per determinarne l’entità. Non è possibile quindi operare una valutazione in merito alla corretta quantificazione dei risparmi attesi e quindi della validità del quadro economico-finanziario programmato”.

Una bocciatura bella e buona.




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