·Per il Vate tanti soldi e niente gare·

Un successo, una kermesse con i controfiocchi che ha permesso di proiettare Pescara alla ribalta internazionale (addirittura!), e di consentire al mondo di scoprire che ha dato i natali a Gabriele D’Annunzio. Insomma, cose mai viste dice il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri che a distanza di quasi un mese avverte l’urgenza di fare un bilancio delle manifestazioni per le celebrazioni dannunziane, a causa di Maperò (il post lo potete leggere qui).

Una spesa contenuta, che volete che siano 150 mila euro che poi sono diventati 320 mila, ed è andata così bene ed è stata così scoppiettante che l’anno prossimo bis. I giornali poi non facevano che parlare di questo, altro che Di Maio e Salvini. E ancora: Pescara è l’unico caso al mondo in cui nella stessa strada ci sono le case di due personaggi famosi come Flaiano e D’Annunzio a distanza di soli 100 metri. Caspita. Insomma, l’impresa è riuscita (no, quella di Fiume no: la sua celebrazione è finita miseramente, con i partecipanti fermati e trattenuti in caserma e poi rispediti al mittente con le pive nel sacco, per buona pace di D’Annunzio), ma tutto il resto sì, compresi i tramezzini dannunziani. Così parlò.

E’ tutto un’autocelebrazione quella andata in onda ieri mattina alla conferenza stampa indetta dal presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri con Guerino Testa, il sindaco Carlo Masci, l’imprenditore Franco Pomilio titolare della Pomilio Blumm che ha curato la strategia comunicativa e il giornalista Alessandro Sansoni che ha coordinato i vari momenti artistici e culturali

Bravi, braverrimi, ma non è questo il punto. Maperò non ha parlato, non diffusamente questa volta, dei contenuti politici e neppure della cifra consistente spesa per l’evento (ci tornerà) ma della procedura seguita dal Consiglio regionale. E su questo punto Sospiri però non ha detto una parola. Non ha saputo spiegare come mai il Consiglio regionale ha speso più di 260 mila euro (150 mila della Regione e altri degli sponsor privati, trovati questi sì con un bando) senza fare una gara ma seguendo il percorso dell’affidamento in economia, cioè l’affidamento diretto. Una procedura che può avere un senso per l’ingaggio di un artista ma non per i servizi di comunicazione, di affissione, di organizzazione dell’evento. Anzi, il Consiglio regionale ha accuratamente evitato di fare una gara tanto che la somma più alta corrisposta per le Celebrazioni dannunziane, alla Pomilio Blumm, si attesta sui 39.850 euro, giusto un filo più sotto del limite dei 40 mila oltre i quali scatta l’obbligo di gara. E non fa niente che poi per gli stessi servizi di comunicazione poi la Blummfor srl, società legata a Pomilio da rapporti di fornitura, prenda altri ventimila euro. Questi sono solo esempi di cattive pratiche, di scarsa trasparenza, di violazione dei doveri di buona amministrazione (poi, c’è da dire che un’agenzia valida come Pomilio probabilmente avrebbe vinto comunque una gara e infatti il problema è solo e soltanto il metodo usato dall’ente pubblico).

E così via, per tutti i servizi che hanno reso possibile la realizzazione della manifestazione. 

Su questo punto, però, Sospiri non si è espresso. 

Eppure tutta la proceduta seguita dalla Regione non è stata trasparente. Vediamo perché: nella legge approvata dall’ufficio di presidenza (col sì di tutti i componenti, compresi i 5 stelle, regolarmente presenti sul palco delle celebrazioni con Domenico Pettinari) vengono stanziati inizialmente 150 mila euro (altri 50 mila li metterà il Comune di Pescara così alla fine l’evento è costato 320 mila euro, che non sono proprio bruscolini), altri 82 mila arrivano non dal cielo ma dagli sponsor privati, prima una tranche da 37.500,00 euro e poi altri 45 mila euro.

Sul palco Sospiri, Masci, Guerri, la Musini e Pettinari

Soldi questi per i quali si rendono necessarie due variazioni di bilancio. Gli sponsor vengono cercati con un bando, un bando naturalmente senza graduatoria visto che si tratta di regalare soldi all’ente pubblico. Di questi bravi cittadini non si conosce il nome, non si sa chi siano e a che titolo abbiano voluto partecipare al successo dell’evento e, di più, le sponsorizzazioni non vengono utilizzate per ridurre l’impegno della Regione (e quindi dimezzare l’uscita di soldi pubblici) ma addirittura per incrementare il budget destinato all’evento. 

La Regione si limita a scrivere: “Considerato che sono stati accreditati sul conto corrente di Tesoreria del Consiglio Regionale dell’Abruzzo contributi da parte di terzi per € 37.500,00 a destinazione vincolata per la realizzazione dell’evento “Festa della Rivoluzione”…..”; e poi: “Considerato che a seguito di nuove adesioni da parte di terzi, con relativa stipula dei contratti e conseguenti versamenti sul c/c di Tesoreria, si rende necessario disporre un ulteriore accertamento di entrate a destinazione vincolata quantificando l’accertamento complessivo in € 82.000,00…”eccetera eccetera. 

Tutto considerato, sarebbe stata necessaria maggiore trasparenza: perché un evento per quanto bello e di successo (e su questo ci sarebbe da discutere, sull’enfasi e il risalto internazionale pure), ci sono 320 mila euro spesi tra Regione e Comune senza uno straccio di gara. Su questo punto, la Regione dovrebbe rispondere. Il resto sono chiacchiere. 

ps: e poi, in una città che da 40 anni ospita un centro studi dannunziani di livello internazionale (tra i fondatori Geno Pampaloni), con un ateneo intitolato al vate che vanta le ricerche critiche più avanzate sulla figura di D’annunzio (dal gesto al testo: l’esatto contrario delle passerelle furbamente nostalgiche), con la casa natale continuamente sede di eventi e un conservatorio intitolato a donna Luisa (la mamma) non è che si deve svegliare Sospiri, a suon di soldi pubblici, per riportare Gabriele a Pescara. Il limo della sua foce lui l’ha sempre portato “alla suola delle mie scarpe, al tacco dei miei stivali”. Solo Sospiri e Masci non se n’erano accorti.




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