·Pd, Teramo si ribella, sedie vuote a Pescara·

Azzeramento subito: è durissimo il comunicato del coordinamento Pd Abruzzo di Teramo, un attacco forte e netto a Marco Rapino e alle scelte di palazzo ma anche a Renzo Di Sabatino (il presidente della Provincia nominato vice segretario del partito che viene colpito dal fuoco amico) e a tutti quelli che si sono prestati al gioco di questi ultimi giorni.

“Il Segretario regionale dimissionario ha deciso di “violentare” i nostri pilastri e di distruggere il nostro partito con l’ultimo atto della sua esperienza a capo del PD Abruzzo: senza condivisione e senza partecipazione ha prima deciso e poi abbandonato il timone alla “Schettino maniera” presentando le proprie dimissioni. La federazione provinciale PD Teramo non accetta e contrasta con forza e determinazione questo modus operandi, questo metodo impositivo che porta solo alla disgregazione della nostra Comunità”.

 

Ginoble con Dalfy

Tommaso Ginoble ma non solo lui escono allo scoperto e affondano il coltello: il nuovo organismo, la nomina del nuovo vice segretario dovevano essere decisi negli organismi di partito e non dall’alto. 

“Per l’ennesima volta si è preferito attuare una manovra di palazzo invece di ascoltare i militanti, i Sindaci e gli amministratori tutti.Il PD Teramo rifiuta la logica del “meno siamo e meglio stiamo”, avrebbe voluto portare il proprio contributo alla vicenda e non apprendere dalla stampa le decisioni di pochi per tutti. La comunità teramana disapprova, inoltre, anche il comportamento di coloro che si sono prestati a questo “gioco di potere”, perchè con tale aggettivo va definito tutto ciò. Con il Partito abruzzese ai minimi storici e in forte difficoltà, si continua ad operare con scelte e decisioni calate dall’alto”. Quindi il coordinamento teramano chiede l’azzeramento del nuovo coordinamento e l’immediata convocazione dell’assemblea regionale.

Un documento poi parzialmente emendato nella notte: sostegno si’ a Di Sabatino ma comunque  azzeramento subito.

“..Si è rilevata la totale ASSENZA di CONDIVISIONE e PARTECIPAZIONE nei processi decisionali che hanno condotto alla costituzione del neonato coordinamento PD Abruzzo.
Proprio al fine di garantire adeguata rappresentativita invece negata dalla carenza di partecipazione al processo decisionale, la Direzione provinciale, con rinnovato spirito di responsabilità e con la piena consapevolezza di affrontare le imminenti sfide elettorali, propone l’azzeramento del nuovo Coordinamento PD Abruzzo, il coinvolgimento delle 4 direzioni provinciali, al fine di individuare in forma davvero collegiale e partecipata i componenti del coordinamento regionale, per poter avviare una fase di vero cambiamento e rinnovamento che culminerà nell’ imminente congresso e, soprattutto, per offrire il miglior supporto possibile ad un reggente del PD regionale espressione del territorio teramano”.

Insomma, un inutile compromesso.

Non è un momento facile per il Pd abruzzese che ieri a Pescara, alla festa dell’Unità, mostrava un panorama decisamente desolante: sedie vuote, il parco di villa de Riseis buio e sul palco il sindaco di Francavilla e Marco Rapino. Ad ascoltare, quasi nessuno. Basta guardare le foto per capire.

Sul fronte centrodestra, oggi ci sarà la manifestazione della Lega per sollecitare la data delle elezioni. E sempre stamattina il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio ha annunciato una conferenza stampa per annunciare la sua candidatura alla Regione e le dimissioni da primo cittadino. 

Ps: mentre si dà per scontato, ormai, che le elezioni regionali slittino a febbraio 2019. E questo significherebbe un anno esatto dopo le elezioni politiche e quasi otto mesi di ordinaria amministrazione (a spese nostre: circa 500 mila euro al mese tra stipendi e costi vari). 





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