·Passeggiate vietate, ordinanze in procura·

E ora c’è un esposto alla procura della repubblica e alla Corte dei conti contro le ordinanze anti-passeggiata del sindaco di Pescara Carlo Masci e del presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio. Ordinanze che vietano persino i classici due passi vicino casa a meno che non si sia in possesso di un certificato medico. 

Masci con Marsilio

Lo firma l’ex comandante della polizia municipale di Pescara e L’Aquila Ernesto Grippo, che fa leva sulla nota firmata dal prefetto di Pescara il 3 aprile scorso pubblicata su Mapero’, nota che richiamava il sindaco “evidenziando l’inefficacia delle ordinanze” invitandolo “a ritirarle” e sottolineando aspetti di responsabilità contabile nell’eventualità in cui, a seguito di attività accreditata e sanzionatoria, “il Comune avesse introitato somme di competenza dello Stato”.

E in effetti, come Grippo sottolinea nel suo esposto, il sindaco non solo non ritirò l’ordinanza ma dispose che il Comando di polizia locale procedesse “nel verificarne il rispetto con servizi mirati”. L’ordinanza di Masci venne poi addirittura rilanciata dal governatore Marsilio che il 9 aprile dispose “ulteriori limitazioni alla libertà personale nel Comune di Pescara, in carenza di presupposti – scrive Grippo – e sulla base di una irrituale procedura determinata dalla richiesta del sindaco di Pescara di recepire i contenuti delle sue ordinanze contenibili e urgenti”.

Ernesto Grippo

Insomma, secondo la denuncia, le ordinanze sindacali n.43 e 47 emanate da Masci e quella di Marsilio sono, in violazione del decreto legge 19/2020 “nella parte eccedente i limiti previsti dalla disciplina statale” la prima, e “per difetto dei presupposti di aggravamento del rischio Covid e inefficace e per difetto di espressa indicazione della sanzione amministrativa applicabile in caso di trasgressione” la seconda. 

In pratica, secondo Grippo, il sindaco-sceriffo Carlo Masci non avrebbe potuto emanare ordinanze in contrasto con la normativa statale e lo stesso Marsilio, perché in Abruzzo non c’era stato un peggioramento dei casi di Coronavirus e soprattutto non erano state indicate sanzioni.

Nonostante tutto e nonostante il richiamo del prefetto, la polizia locale multò 19 cittadini per la violazione delle ordinanze firmate da Masci. E a questo punto Grippo chiede alla procura di valutare eventuali profili di illiceità penale dei fatti e di valutare eventuali responsabilità. 

Insomma, quelle ordinanze dovevano essere evitate. E qualunque sia l’esito della denuncia, ci saranno sicuramente fior di ricorsi da parte dei cittadini multati. Col risultato che la confusione sarà più grande di prima. 




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