·Palazzo Grazioli, i retro(s)cena·

Berlusconi e le foto rubate

Non proprio rose e fiori, la cena di mercoledì sera a Palazzo Grazioli. La faccia di Silvio Berlusconi, contrariata e annoiata, la dice lunga, anzi lunghissima. E non era niente in confronto a quella che ha esibito ieri mattina, quando ha scoperto che i suoi commensali avevano fatto circolare foto in cui lui viene preso di straforo, senza mettersi in posa, con la faccia un po’ rabbuiata, stravaccato e perdipiù a tavola: non sia mai, il Cavaliere odia le foto rubate, odia le foto a tavola, odia non farsi immortalare col sorriso a trentadue denti, e così ha rampognato pesantemente i suoi invitati. 

La riunione e le versioni di comodo

Ma fotografie a parte, l’esito della riunione non è stato proprio così positivo. Un comunicato roboante post-cena di Nazario Pagano, diffuso ieri mattina, e le dichiarazioni di Antonio Martino raccontano che la missione è compiuta: e cioè che Berlusconi ha accettato la proposta di sfilare a Giorgia Meloni l’opzione per la scelta del candidato presidente della Regione Abruzzo perché la terna espressa dai fratellini d’Italia non è stata ritenuta affidabile.

“Abbiamo chiesto l’impegno di rinegoziare l’equilibrio sul tavolo nazionale e di riportare l’Abruzzo a Forza italia – ha riferito Martino – Questo perché in Abruzzo Fi ha tradizione e classe dirigente ed inoltre L’Aquila può fare leva su un tema importante come la ricostruzione post-terremoto e Berlusconi, che ha assicurato la sua presenza all’inaugurazione della Chiesa delle Anime Sante all’Aquila il prossimo 6 dicembre, userà proprio questo argomento con la Meloni. La dirigenza sta dimostrando compattezza e maturità e soprattutto di tenere al nostro territorio più degli altri partiti”. 

“Con convinzione e ricchezza di argomentazioni è stato ribadito al leader Berlusconi che Forza Italia in Abruzzo è l’unica espressione politica in grado di identificare e indicare un candidato autorevole e conosciuto – ha rincarato la dose Nazario Pagano – in grado di vincere la competizione elettorale e riportare il centrodestra alla guida. Gli azzurri sono peraltro gli unici della coalizione ad avere esperienza amministrativa in Consiglio regionale”.

Nessuna promessa, e no allo scambio con altre Regioni

Ma in realtà, Berlusconi non è sembrato poi così convinto. Sì, ha detto agli abruzzesi che sì, avrebbe parlato con la Meloni ma se lei dovesse fare resistenza, o peggio chiedere lo scambio con un’altra Regione, a quel punto lui mollerebbe la presa: non ha nessuna intenzione, il Cavaliere, di rimettere in discussione tutto. “Vedrò cosa posso fare”: sarebbero state queste le sue parole, nessun impegno preciso quindi.

Scintille in anticamera tra i contendenti

E come era inevitabile, un po’ di tensione c’è stata anche tra i contendenti, durante la lunga attesa in anticamera, prima di essere ammessi nella sala da pranzo. Soprattutto tra Mauro Febbo e Antonio Martino, che al di là di tutte le diplomazie, sono quelli che si giocano davvero la partita della candidatura. I nomi dei possibili presidenti, raccontano, sono Paolo Gatti, Febbo e Martino ma è evidente che il candidato vero è il parlamentare azzurro, che negli ultimi mesi ha perso 15 chili, il che non guasta visto che Berlusconi spesso usa il criterio estetico per la selezione della classe dirigente (memorabile la sua battuta su Gianni Chiodi: “L’ho scelto perché è un bel ragazzo”). Sta di fatto che alcuni dei presenti avevano allertato le redazioni giornalistiche dicendo che a mezzanotte sarebbe uscito il nome del candidato prescelto da Berlusconi, ma purtroppo per loro non è andata così.

Foto di gruppo (dietro la Magnacca in ginocchio che cerca un orecchino)

Lo spariglio Zelli

“Ma anche Gianluca Zelli, che con la sua lista civica si sta avvicinando molto a Forza Italia, è un nome valido per la candidatura a presidente, e inoltre è un imprenditore”

chiosa Martino. Ma è fin troppo evidente che il nome di Zelli viene tirato fuori al solo scopo di sparigliare e di spaccare il fronte delle liste civiche che appoggiano Fabrizio Di Stefano.

La foto che non è piaciuta a Berlusconi

La rabbia dei dissidenti e le tessere Fi

Insomma, il blocco azzurro non è per niente compatto, e la rabbia degli esclusi dalla cena di Berlusconi nei confronti di Nazario Pagano, rischia di fare danni proprio in campagna elettorale. I coordinatori Daniele D’Amario, Carlo Masci e il sindaco di Pratola Antonella Di Nino gliene hanno detto di ogni, e anche i sindaci esclusi: Francesco Maragno per la verità in prima battuta era stato invitato, poi quando si è appurato che non aveva la tessera di Forza Italia, Pagano lo ha lasciato a casa. Anche Paolo Gatti era senza tessera, ma pur di esserci, l’ha rinnovata proprio il giorno della cena a Palazzo Grazioli, scegliendo la quota minima riservata agli iscritti semplici, dieci euro. E decidendo così di tornare in pista nonostante avesse giurato e spergiurato che con la politica basta, chiuso, io ho una sola parola. Invece a quanto pare ne ha almeno due.

Ieri Pagano ha cercato di rabbonire tutti gli esclusi, assicurando che la settimana prossima tornerà a Roma da Berlusconi, ma loro non hanno abboccato: martedì il Cav sarà a Strasburgo per il suo giudizio…e figuriamoci se avrà tempo per tornare nella capitale.

Dudù e le battutine di Pagano

Durante la cena si è poi affacciato l’amato Dudù (quello vero, non l’imitazione dalfonsiana) la cui presenza ha animato un siparietto molto simpatico tra Mauro Febbo e Pagano:

“Eccolo Dudù, ti ricordi quando dicevo che venivo a Roma a parlare con Dudù? Se vuoi te lo presento”.

Una battuta che Febbo non ha gradito, e no di certo per Dudù. Sempre Febbo ieri su Facebook ha tenuto a precisare che il menù non è stato vegetariano, come se mangiare vegetariano fosse un oltraggio alla virilità dei commensali.

I WhatsApp di Michele Russo

Insomma, se Fratelli d’Italia non ancora riesce a esprimere il candidato, Forza Italia non sta certo messa meglio: se dovesse riuscire l’operazione prospettata da Pagano, sarebbe comunque difficile mettere d’accordo i vari Febbo e Martino. Per questo motivo Michele Russo e lo stesso Massimiliano Foschi, candidati della prima e della seconda ora in quota Giorgia Meloni, continuano a sperarci. E a lavorare per la propria candidatura. E così ieri Michele Russo, e lo stesso ha fatto Foschi, ha mandato in giro messaggi WhatsApp per invitare gli amici a votare per lui nel sondaggio promosso da Abruzzoweb: 

“Ciao, non so se sai che sono tra i possibili candidati alla presidenza della Regione Abruzzo alle prossime elezioni del 10 febbraio 2019. Sul sito abruzzoweb.it hanno lanciato un sondaggio per “misurare” il Candidato preferito tra dieci in corsa. Se ti va puoi darmi il tuo sostegno con un semplice clic dal telefonino o altro devise. Grazie mille. A presto. 👋”,

ha scritto Michele Russo. 

Foto di gruppo a Palazzo Grazioli

Un sondaggio fasullo, ha spiegato il candidato delle civiche Fabrizio Di Stefano in conferenza stampa:

“I risultati temo non saranno in alcun modo veritieri. A differenza di quanto dichiarato infatti,  l’andamento può facilmente essere manipolato. Sia attraverso i Device con IOS o Android, sia attraverso qualsiasi Pc da tavolo o portatile si può votare più volte e all’infinito per uno stesso candidato. Dopo aver espresso il proprio voto, basta svuotare la cache di memoria (o la cronologia) e ripetere appunto il voto, come chiunque può tranquillamente verificare  provando di persona”. 

ps: Ma che fa, l’importante è apparire: il primo della lista, il più votato, il più cliccato. Poi magari la Meloni abbocca.




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