·Omissis sarà lei·

L’omissis non c’è più. Ieri pomeriggio la Regione Abruzzo ha provveduto a pubblicare, nella sezione dedicata, la delibera di giunta n.699 del 2016 così come mamma l’aveva fatta. Cioè come l’aveva fatta e approvata la giunta prima della secretazione.

Daniela Valenza

Un vero e proprio caso è scoppiato ieri mattina negli uffici dell’Aquila per quella delibera sulle assunzioni a tempo determinato con un grosso buco nero nelle pagine iniziali: omissis, come negli atti giudiziari. Lo ha rivelato Maperò ed è stato un apriti cielo: la segretaria di giunta Daniela Valenza si è precipitata a chiedere conto al capo di Gabinetto di Luciano D’Alfonso, Fabrizio Bernardini, a quanto pare il responsabile di questa incredibile omissione. E alla fine la Valenza, insieme al direttore generale Cristina Gerardis, ha deciso di diffondere una circolare per ribadire che gli omissis devono essere limitati a casi eccezionali e motivati, così come prescrive la legge. Sennò è una violazione delle norme sulla trasparenza, non si discute

Fabrizio Bernardini, il segretario di gabinetto

E Bernardini esegue. Ma non risparmia un colpo di teatro, ben visibile sul sito web della Regione (vedete la foto qui sotto): infatti scrive, con nota polemica un “avviso” di questo tenore:

“Con nota del dipartimento risorse e Organizzazione, protocollo 51824 in data 1/3/2017 (cioè ieri) è pervenuta richiesta di pubblicazione per esteso della dir n.699 del 5/11/2016 e della dir 774 del 22/11/2016. Si procede in conformità”.

Insomma, evidentemente gli omissis erano più di uno. E dopo la scoperta di Maperò sono corsi ai ripari. Ma all’interno della Regione sono partite le stilettate, anche perché l’aria che tira è piuttosto tesa, a causa delle inchieste. E così, sempre ieri, è apparso nella sezione “ricerca delibere” un’altra precisazione: “Tutte le delibere adottate dalla giunta regionale di contenuto riservato o per evidenti ragioni di opportunità non vengono pubblicate nella presente sezione”. Come dire: d’ora in avanti sappiate che l’obbligo di pubblicare le delibere non c’è.
E adesso la domanda è:  come mai  il fedelissimo di D’Alfonso aveva deciso di secretare la parte iniziale della delibera, facendo passare l’Abruzzo per la Regione degli omissis?

In realtà nella parte decretata vengono richiamate norme e giurisprudenza, nulla di più. Nella delibera si parla di una ricognizione di organico, che non risulta essere mai stata fatta, e si dice che mancano alcune professionalità e poi che sono state indicate delle priorità, che però a quanto pare non sono mai state chieste ai direttori di dipartimento.

La parte secretata

Inoltre non si parla di fondo sociale e nemmeno dei Fesr, cioè delle politiche sociali del lavoro e delle imprese, come se le politiche sull’agricoltura e sulla pesca non fossero priorità. In ogni caso, sembra strano che la Regione decida di annunciare un bando di assunzioni prima ancora di averlo pubblicato.

ps1:  chiaro che è guerra aperta tra le donne della Regione (Gerardis e Valenza) e Bernardini. Con buona pace degli omissis.

ps2: la delibera è firmata da Gianfranco Di Matteo, Fabrizio Bernardini, Ebron D’Aristotile e il dirigente del servizio Affari di giunta (firma incomprensibile e nome mancante).




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