·“Non sono indagata”: che gaffe·

Rischia di rivelarsi un boomerang per Stefania Pezzopane la dichiarazione pubblicata e diffusa ieri mattina a tutti i giornali e sui social: non sono indagata, scrive la senatrice Pd dopo aver chiesto lumi alla procura dell’Aquila sull’inchiesta originata dalle confessioni di un imprenditore che l’ha accusata di aver preso due finanziamenti da 5 mila euro nel 2010.

Stefania Pezzopane

Un’affermazione che però è stata smentita dai fatti: qui sotto in foto vediamo il provvedimento con cui è stata stralciata la posizione dell’esponente pd e dell’imprenditore Angelo Capogna, provvedimento con cui è stato disposto “autonomo fascicolo procedimentale”.

La senatrice, che all’inizio della vicenda che la vede indagata per finanziamento illecito ai partiti, ha gestito benissimo la comunicazione, facendosi intervistare e dichiarando di aver fiducia nella magistratura, senza mai sottrarsi ai giornalisti e soprattutto senza nascondere la notizia, ieri è incorsa in una macroscopica ingenuità.

«Ho chiesto documentazione alla procura dell’Aquila, non sono indagata. Basta falsita’ – ha scritto in un comunicato – Questa mattina ho avanzato ufficiale richiesta alla Procura dell’Aquila di conoscere la mia posizione ai sensi dell’articolo 335 del Codice di Procedura Penale. La stessa Procura dell’Aquila ha rilasciato un certificato a mio nome dal quale risulta, con chiarezza, che non sono iscritta nel registro degli indagati della Procura Dell’Aquila. Essere indagati peraltro non significa nulla ed è una tutela per tutti i cittadini. Ma non è valso per me, nemmeno indagata, ma immediatamente perseguitata. Questo significa che da due giorni circolano notizie false su di me, senza che si sia fatta una verifica. Succede troppo spesso, questo è profondamente sbagliato. Ed ha a che vedere con la forza di una democrazia. Per questo ripeto: basta falsità. Per quanto riguarda le presunte dichiarazioni che ho appreso dalla stampa rese da Angelo Capogna e che mi riguardano, la magistratura, in cui confido pienamente, sta compiendo il proprio dovere e sono certa che farà piena luce, giungendo alle giuste conclusioni su una vicenda che mi vede totalmente estranea ai fatti e alla circostanze riferite».

In alcuni casi, il pm può negare con decreto motivato la comunicazione richiesta, magari per esigenze investigative. E questo può essere il caso in cui è incorsa la senatrice Pd. Che prima di scrivere e di parlare, avrebbe dovuto pazientare.
ps: e come vediamo nella foto sopra, su Stefania Pezzopane, al momento, è stato aperto “autonomo fascicolo procedimentale”. Brutto scivolone.





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