·New life·

#dheepan – Una nuova vita (Regia: Jacques Audiard. Con Vincent Rottiers, Marc Zinga, Jesuthasan Antonythasan, Kalieaswari Srinivasan. Genere: thriller)

new life

Colpisce questa Palma d’oro 2015 per la lucida attualità del tema, trattato in modo intenso ed originale, mai didascalico e con un lieto fine che davvero stupisce (nel contesto di un dramma dove gli spiragli sono pochissimi). Il tema è quello dei milioni di fuggitivi, di profughi (non semplici migranti, come è stato giustamente sottolineato) che cercano una nuova vita lasciandosi alle spalle guerre brutali, persecuzioni, negazioni di elementari diritti, anche quello ad una vita minimamente dignitosa. Qui i tre protagonisti (che si fingono una famiglia per sfruttare passaporti di altri morti sul campo) abbandonano lo Sri Lanka dove ferve un conflitto interno sanguinario, per ritrovarsi “ultimi” di una periferia di “ultimi” della capitale francese, dove trovano però tutt’altro che pace. Le scene brevi del viaggio (l’imbarco di massa) focalizzano il dramma di chi si trova costretto a fare tabula rasa della propria vita, lanciandosi nel vuoto di luoghi sconosciuti, diversi in tutto, dove la più terribile ed iniziale barriera e’ la diversità della lingua (ogni cosa è difficile, ci si sente monchi, la non comprensione ci toglie la possibilità di comunicare, di spiegarci). In questa nuova trincea (tra bande di spacciatori, proiettili volanti, agguati, bruttezza) emergono le personalità dei tre, “costretti” dalla situazione a fingersi legati da vincoli di amore. Ma anche questa storia conferma che “dal letame nascono i fiori”. Infatti, lentamente, si fanno strada diversi momenti di speranza: quella di capire il francese (addirittura lo strano umorismo dei francesi), quella di potere vivere del proprio lavoro, quella di sentirsi riaccendere il desiderio, quella di godere di una domenica assolata al parco, quella (della bimba, la più determinata, coerente, affettiva dei tre) di ritrovare una mamma ed un papà che ti aiutino a studiare e ti accompagnino a scuola (dandoti anche un bacio al suono della campana). Queste speranze sembrano spezzarsi nelle scene di vera e propria guerriglia urbana che riaccendono nel protagonista maschile la fiamma del combattente, ce ne fanno vedere la capacità di aggressione, la rapidità di esecuzione nell’uccidere. Lo fa in realtà per difendere quel poco, pochissimo che è riuscito a salvare di se’ e quella specie di nuova famiglia che ha trovato e che non vuole vedersi portare via. Poi il finale inaspettato (ma forse annunciato dal titolo): una nuova vita trovata oltre Manica, dopo un’altra fuga. I tre hanno imparato ad amarsi, non si sono più lasciati. Semplicemente hanno trovato ciò che cercavano. Il motivo per cui erano partiti. Credo sia un film da non perdere.

Il trailer del film lo trovate qui




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