·Nei contratti rispuntano i regali ai privati·

Un dietrofront per modo di dire. Rieccoli i regali alle cliniche, che la Regione Abruzzo era stata costretta a cancellare con tanto di delibera dopo l’intervento durissimo del Tavolo di monitoraggio: a distanza di pochi mesi, all’improvviso, ecco che si rimaterializzano. 

Un po’ mascherati, un po’ sfumati ma ben definiti, fanno la loro nuova apparizione nei contratti delle cliniche private.

Come se nulla fosse successo, Marsilio & Verì hanno inviato alle Asl i nuovi schemi contrattuali saltando a piè pari tutte le censure del ministero e anche ciò che la stessa giunta era stata costretta a mettere nero su bianco il 14 ottobre scorso con la delibera 602. E quindi, a parte un generico richiamo nella premessa, nei nuovi contratti non c’è più traccia delle correzioni: tutto il resto è come prima. 

Salto indietro: a giugno scorso il centrodestra approva i nuovi contratti. Prima, con la vecchia giunta D’Alfonso-Paolucci, era previsto che le cliniche dovessero comunicare alle Asl di appartenenza l’impegnativa dei pazienti, poi il numero dei ricoverati “suddivisi in relazione alle singole discipline e ai relativi posti letto accreditati e ai relativi posti letto”, il numero dei ricoveri diurni e ordinari; il numero dei pazienti dimessi. Insomma tutti quei dati che servono alle Asl per monitorare il flusso dei pazienti di ogni clinica per poi pagare correttamente ogni prestazione. Questo passaggio era stato cancellato dal contratto predisposto da Marsilio & c con la delibera numero 348 del 18 giugno scorso: le cliniche quindi non sarebbero state più tenute a fornire i dati sul numero dei ricoveri. 

Ma non finiva qui. Marsilio & Verì fecero di più: nella vecchia formulazione dei contratti era prevista anche la possibilità di una “occasionale ed eccezionale oscillabilità tra il 10 e il 30 per cento” del fatturato ma solo “per motivate esigenze, comunque segnalate e autorizzate dalla Asl di appartenenza”. Ogni deroga quindi doveva essere autorizzata: questo passaggio era stato depennato dal contratto approvato da Marsilio a giugno scorso e così nei nuovi contratti venne inserita una oscillabilità del 20 per cento senza motivazione specifica e neppure l’autorizzazione della Asl: le cliniche avrebbero potuto fare di testa propria e aumentarsi il fatturato senza troppe spiegazioni. Tutti regali che il Tavolo ha chiesto di cancellare. 

E così a ottobre è partita la corsa ai ripari. 

Una corsa che si è interrotta qualche giorno fa: negli schemi contrattuali inviati alle Asl, a parte un generico richiamo in premessa, nell’articolato tutto resta come previsto a giugno scorso.

E qualche Asl ha fatto notare che il richiamo non basta, che fa testo l’articolato e che i privati avrebbero ricevuto dei vantaggi, tutti quei vantaggi che erano stati bocciati dal tavolo romano. Un regalo bis, sotto mentite spoglie? Fretta, approssimazione, oppure il tentativo di riproporre i regali sperando che nessuno se ne accorgesse?

Una riunione burrascosa si è tenuta qualche giorno fa a Pescara alla presenza dell’assessore Verì, del direttore delle Risorse umane e finanziarie, di tecnici e funzionari della Sanità, per superare l’inghippo. 

Fatto sta che, per superare l’impasse, pare che la Direzione Salute dovrà scrivere una lettera per far accettare ai privati la famosa delibera 602 (quella della retromarcia per intenderci, che recepisce le indicazioni del tavolo di Monitoraggio). Una sottoscrizione che salverebbe capra e cavoli. Ma che lascia un’ombra sulla politica sanitaria della Regione Abruzzo.




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