·Natale per me·

Natale per me è un tempo che è stato.
E’ l’emozione della recita a scuola, con l’assoluta voglia di non farla. E’ ritrovarsi il pomeriggio del 22 dicembre, ancora incredulo che siano iniziate le vacanze: “davvero non devo fare i compiti?”. Svegliarsi con il rumore dell’aspirapolvere. Guardare in televisione le gare di salto con gli sci. La “Valanga azzurra” di Pierino Gros e Gustavo Thoeni. E’ il biglietto della “Lotteria Italia” per vincere trecento milioni di lire.
Natale per me è un’attesa che si rinnova.
E’ cercare di rimanere svegli per vedere Babbo Natale. Il desiderio di ricevere regali, con la paura di restarne delusi. Intuire le figure di mamma e papà che si muovono in salone. E’ la vigilia dallo zio, con i cappelletti in brodo e la messa a mezzanotte. E’ il mal di testa la mattina del 25, svegliato dall’odore dell’abbacchio preparato da Gina per il pranzo con la nonna e gli altri zii. E’ vincere a “Mercante in fiera” e perdere a “Sette e mezzo”. E’ la scelta del film da vedere al cinema il 26 pomeriggio. E’ ritrovarsi poi a casa, prima di cena, imbambolato davanti a “Sette spose per sette fratelli”.
Natale per me è un desiderio che prende forma.
E’ la ricerca di una ragazza che non c’è. E’ fare programmi roboanti e non portarne a termine nessuno. Avere la febbre il 27 dicembre. Rassegnarsi a leggere un libro e scoprire che può essere persino bello. E’ guardare di nuovo le gare di sci, questa volta con Alberto Tomba. E’ organizzare il 31 dicembre, immaginando chissà che, ed essere poi contento anche solo di stare in compagnia. E’ una settimana bianca con gli amici. Un bacio sbaffato. Una festa a Lavinio e la prima sbronza. E’ sperare che il 6 gennaio non arrivi mai.
Natale per me è un amore che nasce.
E’ lei, conosciuta da sempre. Scoprire che non è più solo un’amica. E’ un albero nuovo e diverso. Un presepe mai fatto. Sentirsi grande. E’ essere due, per la prima volta. E’ un biglietto con scritto: “E’ il più bel Natale della mia vita”. L’amore che esplode.
Natale per me è tornare all’inizio.
E’ un’altra lei, nata da pochi giorni. Accolta da un piccolo abete dentro un vaso rosso. E’ sentirsi l’uomo più felice e più fragile del mondo. E’ l’amore prima ancora della vista.
E’ aspettare lui, che nascerà poco dopo Natale. E’ l’azzurro che questa volta aspetti in tre. E’ compiere un giro intero su te stesso. L’amore che attende.
Natale per me è un’emozione che si ribalta.
E’ rivivere con loro e per loro quello che già è stato. Assistere ad una recita, ascoltare le canzoni di Natale. I lavoretti, le poesie. Antichi ghiacciai che si sciolgono. E’ venire da “Gli Aristogatti” e scoprire “Alla ricerca di Nemo”. E’ impegnarsi perché tutto sia migliore e molto probabilmente non riuscirci. E’ commuoversi per un sorriso.
Natale per me è un tempo che ritorna.
E’ la pace dopo la guerra. L’approdo dopo il viaggio. Il ritorno a casa dopo l’ospedale. Il tentativo di lasciarsi alle spalle l’orribile corridoio blu di un reparto nero nero. E’ “Verso l’infinito e oltre”. Tutte le sofferenze e tutte le gioie possibili. E’ tutti quelli che non ci sono più. E’ tutti quelli che sono di nuovo qui. E’ tutti quelli che vuoi e avrai sempre con te.





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