·Meno tasse per tutti, anzi no: solo per i regionali·

Si può fare di più (di Luciano D’Alfonso). Non bastavano i dottorati introdotti dall’ex governatore di centrosinistra ad uso e consumo dei propri fedelissimi, adesso il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio rilancia e lo fa firmando una norma palesemente incostituzionale e sicuramente ingiusta.

Nella nuova convenzione con l’Università di Teramo, firmata qualche giorno fa col rettore Dino Mastrocola, si ridurranno le tasse universitarie del 30 per cento ai dipendenti regionali ma non solo: anche a “coniugi e conviventi nonché i figli”. Più privilegi per tutti: se non fosse chiaro, questo super sconto lo pagheremo noi, coi soldi nostri. E non è una riduzione della fiscalità che servirà ad agevolare gli studi di ragazzi meritevoli o di figli di povera gente che non ce la fa ad arrivare a fine mese e non riesce a mandare i figli all’università. No, proprio per niente: una misura, un privilegio che riguarda i dipendenti regionali (anche quelli in pensione), non certo poco pagati, e tutti i loro familiari. Mogli, mariti, figli e conviventi.

Marsilio col rettore Dino Mastrocola

L’unica condizione è che per gli anni successivi all’iscrizione “lo studente consegua almeno 36 rediti formativi se a tempo pieno e 18 nel caso di studente a tempo parziale”.

Una norma inaccettabile, ingiusta e incomprensibile oltre che palesemente incostituzionale.

Erano già sembrati un privilegio enorme nel 2016 i famosi posti riservati dall’Università di Teramo ai dipendenti regionali per l’accesso ai dottorati di ricerca, grazie alla convenzione con la Regione. Privilegio accordato a tantissimi fedelissimi di D’Alfonso (come la segretaria Marianna Di Stefano). Dottorati che si traducono in punteggi preziosi da far valere in sede di concorso e in facilitazioni per la carriera universitaria, e in fregature per i tantissimi giovani che devono pregare in tutte le lingue per potere accedere a un corso (e a un posto di lavoro). Ma i privilegi, evidentemente, non finiscono mai.

Tra l’altro, i dipendenti che avessero frequentato i dottorati, avrebbero “mantenuto  integralmente la loro posizione giuridica ed economica, assicurativa e previdenziale nonché i diritti e connessi obblighi di servizio”. Insomma un’opportunità con i fiocchi. Studi, non lavori, e poi torni. Chiamiamolo privilegio, chiamiamola corsia preferenziale.

ps: Ma come quella targata Marsilio, riduzione delle tasse del 30 per cento ai regionali no, non si era mai vista.




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