·Matti da legare·

Un’altra storia di sprechi, di spese senza controllo, di tagli che non si fanno, di pazienti trattati a pesci in faccia. I pazienti psichiatrici, in questo caso. Perchè a Pescara, se hai un problema di sofferenza psicologica e se i medici ti consigliano un ricovero, vai a finire dritto dentro una struttura pesante. Di quelle ad alta o altissima protezione, con copertura sanitaria 24 ore su 24 (almeno è questo che dichiarano) dove finiscono i pazienti cronici, i matti veri, anche se questa è una parola da cancellare. E che sono a tutti gli effetti i nuovi manicomi.

psichiatria

E gli effetti sono devastanti: per te, che finisci di aggravarti invece di guarire; e per le tasche pubbliche, che pagano costi esorbitanti inutilmente. E’ così perché a Pescara ci sono solo comunità terapeutiche e residenze protette, una sola casa famiglia con pochissimi posti letto a Penne. Non c’è altro. E la retta, per ogni paziente, è di 120 euro al giorno, contro 30 di un gruppo appartamento o 90 per una residenza protetta.

Pensiamo agli effetti sulle famiglie e sui pazienti, prima di tutto. Mettiamo un ragazzo che finisce in ospedale, reparto psichiatrico. Mettiamo che all’uscita non sia ancora pronto per tornare a casa, ma che ci sia bisogno di un passaggio intermedio. Una casa famiglia, una struttura leggera dove il paziente con disagi mentali possa lavorare, studiare, anche uscire. Qui non è possibile: o la comunità terapeutica, insieme a pazienti cronici che stanno lì anche da quindici anni (e la legge non lo consente, il limite massimo dovrebbe essere due anni), oppure niente. I terapisti raccontano che molti dei pazienti lì dentro invece di migliorare peggiorano.

D'Alfonso e Paolucci

D’Alfonso e Paolucci

Il piano sanitario regionale del 2008 stabiliva tempi e modi per l’attuazione del programma di Salute mentale, con l’indicazione dei vari tipi di residenze psichiatriche. Lo ricorda il consigliere regionale cinquestelle Domenico Pettinari in una interpellanza al presidente del Consiglio regionale. Ci dovrebbero essere quattro tipi di residenze: quelle per post-acuzie, la casa famiglia, i gruppi appartamento e le residenze protette. Ma di fatto in Abruzzo si registra una totale carenza di strutture residenziali leggere. Pettinari vuole sapere quanto questo tipo di organizzazione abbia inciso sulle casse regionali e se la Regione intende tagliare le comunità terapeutiche, tutte in mano agli imprenditori privati. E chiede anche se intende trasformarle in strutture pubbliche.

Domenico Pettinari, in primo piano

Domenico Pettinari, in primo piano

Si tratterebbe di dare uno schiaffo alle cliniche. E anche uno schiaffo pesante, ma anche di risparmiare parecchio: un paziente a 120 euro al giorno costa in un mese 3.600 euro, in un anno quasi 45 mila euro. Fate i conti.

Ps: No, il problema non è all’ordine del giorno. Tagliano tutto ma non il loro Breil.

 




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