·Masci & Marsilio, quelle squadre targate Pd·

Gira una locandina, per Pescara, che è finita in tutte le buche delle lettere. Una locandina con qualche foto e un paio di slogan che dicono tutto: “La mia squadra targata Pd”, con la foto del sindaco di Pescara Carlo Masci con i simboli dei partiti che l’hanno sostenuto, Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia e grande, più grande di tutti, il logo Pd con la croce sopra e sotto, in fondo a sinistra Luciano D’Alfonso: “Siamo sempre qui per voi”. Intorno a Masci le foto dei dirigenti che si è scelto, tutti ex fedelissimi dell’ex governatore e dell’ex sindaco Marco Alessandrini, a cominciare da Guido Dezio che da ex braccio destro di Dalfy è diventato capo di gabinetto di Masci. Una locandina che allude al fatto che è sulla bocca di tutti, ma soprattutto una locandina che apre diversi interrogativi (e scenari).

Sì, anche Masci (come Marco Marsilio d’altronde, presidente della Regione Abruzzo in quota centrodestra) sceglie (o conferma) tutti gli uomini di Dalfy: che siano più bravi, più fedeli con più esperienza? Difficile da credere, soprattutto se davvero vengono presi in massa in un pedissequo copia-incolla. Nella locandina ci sono le foto di Dezio, Vespasiano, della Monaco. Ma non sono i soli. 

Con la revisione dell’assetto organizzativo del Comune, Masci ha nominato i nuovi dirigenti: Paola Di Marco all’Avvocatura, Maria Gabriella Pollio alle Gare e contratti, Fabio Zuccarini alle Risorse umane, Andrea Ruggieri alle Finanze, Aldo Cicconetti allo sviluppo economico, Luciana Di Nico al settore Promozione della città, Marco Molisani alle Politiche per il cittadino, Gaetano Silveri alla Pianificazione del territorio, Emilia Fino al Verde, Carlo Maggitti alla Protezione civile, Giuliano Rossi all’Energia e Mobilità, Danilo Palestini alla Polizia municipale. 

E  a parte Maggitti, spostato dal comando dei vigili alla Protezione civile, Cicconetti e la Pollio (molto vicina a Dalfy ma incoronata dirigente dall’ex sindaco Mascia), tutti gli altri sono non fedelissimi dalfonsiani, ma molto di più: Molisani per esempio è stato suo capo di gabinetto e poi promosso dirigente, Rossi pure, Zuccarini è l’ex tesoriere della Margherita, Silverii da sempre è un suo fedelissimo a parte il periodo più recente. A loro si devono aggiungere i responsabili di servizio, quasi tutti entrati quando lui era sindaco, e Guido Dezio e Tommaso Vespasiano, il primo capo di gabinetto e il secondo neo direttore generale che sono legati a doppio filo a Dalfy. Insomma una squadra interamente targata Pd. 

Masci con Miki Lepore

Certo, bisogna precisare che i responsabili di servizio quelli sono, e non è possibile licenziarli, ci mancherebbe: ma la formazione della squadra di fiducia del sindaco la dice lunga sui criteri di scelta. 

E se la locandina allude a un ipotetico e fantapolitico sostegno di Dalfy all’elezione di Masci, alla Regione le cose non vanno diversamente. Anche Marsilio ha fatto il copia-incolla dei fedelissimi dell’ex presidente, e anche questa scelta a molti appare inspiegabile, soprattutto dopo la feroce campagna elettorale fatta contro il centrosinistra e la vecchia giunta. 

Marsilio con Barbara Morgante

Sono di questi giorni le proroghe di Daniela Valenza, ex avvocatessa di Dalfy, come dirigente del servizio “Assistenza atti del presidente e della giunta regionale” , e di Emanuela Grimaldi, voluta da D’Alfonso che l’ha strappata alla Asl di Teramo per un comando di sei mesi nel Servizio farmaceutico e promossa sul campo da Marsilio che l’ha insediata nel dipartimento Presidenza e rapporti con l’Europa (ora si occuperà provvisoriamente anche del Gabinetto del presidente). Promozione per un’altra dalfonsiana di ferro ma poi passata armi e bagagli nel centrodestra con cui si è candidata alla Europee: la dirigente Paola Di Salvatore si occuperà ora di Europrogettazione, rapporti con gli uffici dell’Unione e europea e raccordo con la sede di Bruxelles. Conferma per un altro “prodotto continuativo” come direbbero quelli del commercio, l’aquilano Vincenzo Rivera, ex dalfonsiano proveniente dalla corte di Ottaviano Del Turco, a capo dell’ufficio speciale della Ricostruzione di Teramo. 

E resta alla corte di Marsilio anche Fabrizio Bernardini, da sempre nel cuore e col cuore di centrodestra, ben saldo al dipartimento delle Risorse umane dopo uno scontro con l’assessore Guido Liris, così come Emidio Primavera che rimane ai Trasporti e Roberto Fagnano, ex manager della Asl di Teramo voluto da Dalfy, ora capo del Dipartimento Salute. L’unica novità, ma vedremo che non lo è proprio per niente, è Barbara Morgante direttore generale della Regione, al posto che fu di Cristina Gerardis e poi, provvisoriamente di Vincenzo Rivera. La nomina, fatta da Marsilio, è un copia-incolla di un desiderio mai realizzato di Dalfy, che l’avrebbe voluta fortemente a capo dei Trasporti, ma all’epoca lei era a Trenitalia e all’Abruzzo non ci pensava proprio. Insomma, una sua grande amica.

Scelte a prima (e seconda) vista inspiegabili. C’è un filo che lega Masci e Marsilio a D’Alfonso? Si può arrivare a ipotizzare un sostegno elettorale indiretto o un patto di desistenza? 

L’elezione di Masci

Improbabile,  perché se da un lato Masci non avrebbe potuto permettersi di sbagliare  per la seconda volta e probabilmente avrebbe fatto i patti pure col diavolo per avere la sicurezza di essere eletto, Marsilio ha viaggiato con sondaggi molto favorevoli. 

In entrambi i casi, c’è da dire, i competitor dei due candidati di centrodestra al Comune di Pescara e alla Regione (Sclocco e Legnini) erano personaggi che a Dalfy stavano un po’ sullo stomaco ma questo non basta per ipotizzare l’uso della sua manina nell’urna.

ps: E allora è molto più facile che la ragione sia un’altra, e qui forse bisogna scomodare la psicanalisi: l’invidia dell’(ex) presidente. Fa ridere, ma deve essere proprio così.




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