·La marcia sull’ospedale·

Ma che bravi il sindaco di Pescara Carlo Masci e il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri. Che ieri in tandem si sono messi a fare le verifiche all’ospedale di Pescara. A babbo morto. 

Sì, due giorni dopo la cacciata del manager Armando Mancini, ecco che vanno a vedere quanto funziona male l’ospedale, come se fosse l’unico in Abruzzo, come se fosse roba di oggi (no, non c’erano e non si sono mai visti quando la Asl col manager di centrodestra Claudio D’Amario comprò il capannone pagandolo tre volte il prezzo pagato dal venditore).

E così ieri Masci sollecitato da Massimiliano Pignoli si è presentato in ospedale (mercoledì no, era al mare con Livio Marinucci, con tanto di foto postata su Facebook), per fare un sopralluogo insieme allo stesso Pignoli e all’assessore Nicoletta Di Nisio. Ma poi è rimasto bloccato in ascensore.

“Arrivo in ospedale a vedere le criticità e rimango bloccato dentro l’ascensore, quindi è chiaro che ci siano delle situazioni che devono essere registrate e migliorate e io mi auguro che con il nuovo direttore generale ci possa essere quella spinta che i cittadini di Pescara cercano per avere un’ospedale all’avanguardia”.

E anche Sospiri, addirittura Sospiri, si appende la medaglia per la cacciata di Mancini e ieri su Facebook scrive che si riscontrano “difficoltà presso i distretti nella scelta del medico di base, si sono accumulate delle file vergognose. Ho fatto inviare il personale necessario, non mi pareva una cosa difficile. Poi ci si scandalizza del licenziamento del manager Asl”.

Come abbia fatto a mandare rinforzi e a che titolo, non è ancora chiaro.

MasciSospiri evidentemente erano a Pescara quando il Nas, nel 2015, trovò “arredi e scaffalature fuori norma, bagni inadeguati o insufficienti, zanzariere mancanti, ascensori malfunzionanti, condizionatori d’aria difettosi. Ed ancora tubazioni scoperte, prese elettriche irregolari, uso di locali inadeguati e a scapito di chi ci lavora e a danno dei pazienti”. Situazioni che chiamano in causa chi dirige tali divisioni sanitarie ovvero anche gli organismi tecnici preposti ad assicurare la piena agibilità dell’ospedale. Tanto da far balenare il rischio di chiusura di reparti anche storici del Santo Spirito, così nel rapporto. La relazione firmata dal luogotenente Placido Abbatantuoni portava la data del 3 luglio 2015.

No, non c’erano, eppure facevano politica. Un teatrino.

ps: e poi, caro presidente del Consiglio: il suo è il classico esempio di quando si confonde la terzietà della carica istituzionale con la terzinita’, attitudine del terzino a tirare calci negli stinchi agli avversari.




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