·Masci dice no a Liliana Segre·

E figuriamoci. La risposta del sindaco di Pescara Carlo Masci arriva pochissime ore dopo la richiesta, presentata dalla consigliera di centrosinistra Marinella Sclocco, di dare la cittadinanza onoraria a Liliana Segre.

“Non c’è nessun problema”,

risponde Masci.

“Ma manca il legame con la città di Pescara e allora se la diamo a lei, dovremmo mettere in fila tantissime persone che hanno subito le stesse vicende”. “Segre è una persona che ha sofferto, che riconosciamo come simbolo e che invito ufficialmente a Pescara il 27 gennaio, per la commemorazione della Shoah – ha aggiunto Masci – Su questi argomenti non si può essere divisi, ma la proposta di Sclocco mi sembra strumentale e ritengo non si possano fare strumentalizzazioni per creare divisioni”.

A parte il lessico, “le stesse vicende” (quelle subite da Liliana Segre), “mettere in fila”, “strumentalizzare”, a parte il fatto che non c’era da aspettarsi una risposta diversa e che quella di Masci sembra una litania salviniana, il resto è anche peggio.

Intanto perché Pescara in un passato, neppure troppo lontano, ha attribuito la cittadinanza onoraria a Nino Di Matteo, il pm di Palermo impegnato nel processo sulla trattativa stato-mafia e all’artista Burt Bacharach, che legami con la città non ne hanno (a parte l’esibizione a Pescara jazz per Bacharach). A parte che le cittadinanze onorarie si conferiscono a prescindere, come dimostra quanto è accaduto a Pescara e come accade in altre città italiane.

Carlo Masci

E poi è anche peggio perché Masci fa una grandissima iperbole solo per sostenere che Pescara “è stata l’unica a organizzare un’iniziativa nell’ambito della giornata dei contatti europei Italia-Israele” e che il Comune ha accolto “con tutti gli onori l’ambasciatrice israeliana a Pescara, e abbiamo messo pure un albero fuori dal Municipio per segnare l’amicizia tra Pescara e Israele, tanto che condanniamo con fermezza l’olocausto e tutte le atrocità commesse”: un incredibile giro di parole e confusione di concetti per giustificare un penosissimo diniego.

ps: Masci avrebbe fatto meglio a restare zitto. Proprio per quel rispetto che dice di provare per chi ha subito quelle “vicende”. Se questo è un sindaco.




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