·Martino, scontro con Pagano·

E alla fine la porta in faccia gliela sbatte anche Antonio Martino. Ieri mattina il parlamentare azzurro annuncia le sue dimissioni da segretario organizzativo e spedisce un siluro a Nazario Pagano:

“Gestione personalistica del partito, mi candido come alternativa”.

Insomma, alla fine anche lui si aggiunge alla lunghissima schiera di nemici del coordinatore accusato da anni di pensare solo agli affari propri e che negli ultimi mesi era riuscito a ricompattare il partito, ma solo in apparenza, solo sull’onda della vittoria all’Aquila e alla Regione. 

Martino la sua decisione la prende subito dopo la nomina dei nuovi commissari provinciali:

“Non ho nulla di personale contro il senatore Pagano, i nuovi commissari sono tutte persone capaci ed oneste, ma non posso più tacere dopo l’ennesima vicenda e decisione che non mi vede e non vede coinvolti tanti dirigenti: anche queste nomine sono state fatte senza la condivisione – attacca ancora il 43enne parlamentare -, purtroppo, è la dimostrazione che non c’è una gestione democratica. Eppure, quando mi sono avvicinato a FI e dopo le elezioni politiche del 4 marzo scorso, per mesi le cose sono andate molto bene. Poi, non capisco perché, tutto è cambiato. E mi dispiace davvero profondamente perché a questo punto devo dare ragione ai tanti che negli anni scorsi erano andati allo scontro con Pagano proprio per gli stessi motivi”. 

La lista in verità è lunga: da Fabrizio Di Stefano (ora con la Lega) a Mauro Febbo (ora auto-silenziato) allo stesso Lorenzo Sospiri (ora gratificato con il nuovo incarico politico) allo stesso Antonio Razzi, che lo aveva spernacchiato dappertutto. 

Martino non lascerà il partito, anzi rilancia proponendo

“un’alternativa a un partito dello 0 virgola, mettendo insieme i tanti forzisti che hanno contribuito a far conseguire numeri importanti agli azzurri nel nostro territorio per essere convinti nel centrodestra, punto di riferimento con numeri diversi”. 

Poi la coltellata finale: l’imprenditore eletto con Forza Italia accusa Pagano di fare gli interessi soltanto degli amici. Le nomine dei nuovi commissari in effetti ha fatto saltare sulla sedia altri iscritti: in molti si chiedono che senso abbia sostituire Masci con Sospiri, adducendo il fatto che il primo è stato eletto sindaco di Pescara e ignorando che il secondo sia presidente del Consiglio regionale. Insomma un rimescolamento di carte che risponde solo a logiche personalistiche.

“Questa non è una casa aperta solo agli amici e agli amici degli amici, ma a tutti e in questo senso farò fino in fondo la mia battaglia nel rispetto delle 60mila persone, unico nel centro sud Italia, che mi hanno fato fiducia il 4 marzo dello scorso anno – tuona Martino -. Non si può far finta di niente visto che questa gestione non fa altro che peggiorare uno stato dell’arte già difficile con un partito che non gode certo di ottima salute ma che nei suoi ideali e valori ha uno spazio enorme che io ho l’ambizione di recuperare – conclude Martino -, quindi non lascerò il partito e continuerò a lavorare perché le cose cambino”.

ps: non è un nemico qualunque, Martino. Pagano dovrebbe cominciare a preoccuparsi, dicono i bene informati. Per Forza Italia tempi ancora più bui.




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