·Marsilio furioso finisce in minoranza·

Uno scontro feroce, ferocissimo, finito col presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio che esce urlando e sbattendo la porta, una specie di Marsilio furioso che si rifiuta di votare i provvedimenti della Lega e, come se non bastasse viene messo in minoranza dalla sua stessa giunta. 

Va in onda ieri pomeriggio la riunione di giunta più incandescente degli ultimi tempi: sul tavolo ci sono le proposte di legge della Lega che già nei giorni scorsi erano state oggetto di una discussione animatissima con i consiglieri del Carroccio costretti ad accantonarle per via di un errore contabile manco di poco conto. Ci volevano sette milioni di stanziamento, non proprio bruscolini, per finanziare la legge sul cyberbullismo, quella sui disabili, gli anziani, il turismo sostenibile e l’Abruzzo del benessere, e l’assessore si dimentica di inserire nella delibera gli allegati al bilancio. Poi sette milioni sono tanti e allora i leghisti si mettono una mano sulla coscienza e propongono di limitare lo stanziamento a circa un milione di euro lasciando il resto a quando le leggi approderanno in Consiglio, proprio per non gravare sul bilancio. La riunione di giunta viene quindi riconvocata ieri pomeriggio.

A questo punto le leggi sono pronte per essere approvate: strepiti e urla da parte di Mauro Febbo, mentre Marsilio nervosissimo entra e esce dalla stanza in cui è in corso la riunione, parla di norme intruse, esige che vengano ritirate, è fuori di sé racconta chi ha partecipato. Alla fine di un lunghissimo e animatissimo tira e molla, la giunta vota all’unanimità e persino l’ostile Mauro Febbo viene rabbonito e vota sì. Ma  un attimo prima del voto, quando si rende conto che tutto è perso e che i suoi assessori avrebbero votato le leggi, il presidente che fa? Si alza e se ne va. L’unico che non si allinea, in pratica messo in minoranza dalla sua stessa giunta.

ps: una figuraccia. 




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