·Tutti gli uomini dell’ex presidente·

I nomi cambiano, le sigle pure, gli uomini no. Deve essere piaciuta e pure parecchio a Marco  Marsilio la squadra dell’ex governatore della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso, se non l’ha cambiata neppure di una virgola. Deve essere piaciuta così tanto che, a dispetto di quelli che tuonavano, “adesso vedrete adesso che arriviamo noi adesso se ne andranno a calci nel sedere”, gli ex fedelissimi sono rimasti ben saldi al proprio posto. Tutti salvi gli  uomini dell’ex presidente. 

Dal centrosinistra al centrodestra, passando per le elezioni, dal punto di vista degli assetti non è cambiato molto. Anzi, proprio niente. Sono di questi giorni le proroghe di Daniela Valenza, ex avvocatessa di Dalfy, come dirigente del servizio “Assistenza atti del presidente e della giunta regionale” (nonostante il suo incarico sia stato impugnato da un’altra dirigente della Regione), e di Emanuela Grimaldi, voluta da D’Alfonso che l’ha strappata alla Asl di Teramo per un comando di sei mesi nel Servizio farmaceutico e promossa sul campo da Marsilio che l’ha insediata nel dipartimento Presidenza e rapporti con l’Europa (ora si occuperà provvisoriamente anche del Gabinetto del presidente). Promozione per un’altra dalfonsiana di ferro ma poi passata armi e bagagli nel centrodestra con cui si è candidata alla Europee: la dirigente Paola Di Salvatore si occuperà ora di Europrogettazione, rapporti con gli uffici dell’Unione e europea e raccordo con la sede di Bruxelles. 

Daniela Valenza
Paola Di Salvatore

Conferma per un altro “prodotto continuativo” come direbbero quelli del commercio, l’aquilano Vincenzo Rivera, ex dalfonsiano proveniente dalla corte di Ottaviano Del Turco, a capo dell’ufficio speciale della Ricostruzione di Teramo. 

E resta alla corte di Marsilio anche Fabrizio Bernardini, da sempre nel cuore e col cuore di centrodestra, ben saldo al dipartimento delle Risorse umane dopo uno scontro con l’assessore Guido Liris, così come Emidio Primavera che rimane ai Trasporti e Roberto Fagnano, ex manager della Asl di Teramo voluto da Dalfy, ora capo del Dipartimento Salute. 

Fabrizio Bernardini

Insomma, i dalfonsiani piacciono a Marsilio e pure parecchio. D’altronde anche Mauro Febbo che aveva fatto la voce grossa con i presidenti delle Partecipate Manuel De Monte e Alessandro Felizzi (rispettivamente a capo di Abruzzo sviluppo e Fira), ora se li tiene tutti e due. 

L’unica novità, ma vedremo che non lo è proprio per niente, è Barbara Morgante direttore generale della Regione, al posto che fu di Cristina Gerardis e poi, provvisoriamente di Vincenzo Rivera. La nomina, fatta da Marsilio, è un copia-incolla di un desiderio mai realizzato di Dalfy, che l’avrebbe voluta fortemente a capo dei Trasporti, ma all’epoca lei era a Trenitalia e all’Abruzzo non ci pensava proprio. Insomma, una sua grande amica, una di quelle manager con la quale l’ex presidente intratteneva rapporti personali coltivati attraverso lettere e messaggi telefonici. All’epoca però la Morgante non si lasciò convincere. 

Barbara Morgante

Come mai Marsilio copia Dalfy? Non si diceva forse che con lui in Abruzzo sarebbero scesi i romani, ansiosi di occupare posti e poltrone della Regione?

Il fatto è che la giunta Marsilio sta da mesi con le braccia conserte, finora ha prodotto poco più di nulla e, probabilmente, i singoli assessori non sanno che pesci prendere. L’unico attivo è Mauro Febbo che per il suo dinamismo non è ben visto dalla Lega. E la Regione è una macchina pachidermica e molto complessa: senza una squadra capace ed esperta è difficile metterla in moto. E’ questo il motivo del copia-incolla di Marsilio, dicono i bene informati. E il nuovo direttore generale Barbara Morgante sta lì con un solo obiettivo: studiare un progetto per l’Alta velocità Pescara-Roma, il sogno del centrodestra da realizzare nell’arco della legislatura.

ps: Ma con il nuovo governo in procinto di prendere il largo, sarà molto dura. E se Marsilio sta a folle, da domani se nascerà il governo 5 stelle-Pd, metterà la retromarcia.




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