·Marinella, candidata “con gioia”·

“Candidata, con gioia”

Dice così Marinella Sclocco, appena ricevuta la notizia che sarà lei il candidato sindaco del centrosinistra al Comune di Pescara. L’ ex assessore regionale alle politiche sociali (Mdp-Articolo1) si dice orgogliosa, lusingata, “felicissima” di questa designazione.

Una donna, giovane e solare.

“Ma quale sconfitta, io mi candido per vincere, non ho mai fatto calcoli in vita mia, mai e poi mai, né nel privato né nella vita pubblica. E se ho accettato questa sfida è perché la ritengo possibile. Questa è la città che amo, e lo faccio con gioia”.

La prima cosa che farà è allargare il campo il più possibile, per tentare di recuperare chi non è dentro la coalizione. Ha chiesto aiuto a Giovanni Legnini, che la affiancherà insieme al segretario regionale Renzo Di Sabatino nel compito di ricucire con pezzi importanti della coalizione.

“Io li chiamerò tutti, da Civitarese a Teodoro a Di Matteo, spero di riuscire a convincerli”.

Renzo Di Sabatino

La decisione è uscita dal tavolo del centrosinistra di ieri mattina, alla presenza di Marina Sereni del Pd nazionale, delegata da Nicola Zingaretti. Un nome che dovrebbe fare da collante per tutto il centrosinistra quello di Marinella Sclocco ma almeno al momento così non è: resteranno fuori Donato Di Matteo, Teodoro e Coalizione civica. Un nome che piace, che è piaciuto persino a Luciano D’Alfonso che dopo aver lanciato sul tavolo nomi alla rinfusa, l’ha sponsorizzata con grinta e decisione fino all’ultima riunione di lunedì sera. Una donna per Pescara, diversa  molto diversa dall’ultima donna sindaco del centrosinistra, Gabriella Bosco, più anziana e di estrazione democristiana.

“Nel corso dell’incontro è emerso che la figura politica che, per radicamento, spinta innovativa e esperienza amministrativa, possa meglio incarnare un centrosinistra aperto alle istanze di crescita e giustizia sociale della città è quella di Marinella Sclocco – ha dichiarato il commissario Renzo Di Sabatino ieri mattina dopo la riunione del centrosinistra – A lei è stata chiesta la disponibilità, quindi, a guidare la coalizione. 

Al termine della riunione, le forze presenti hanno altresì condiviso la necessità di costruire attorno alla figura del candidato sindaco una coalizione ampia e rappresentativa delle diverse sensibilità democratiche, progressiste e del civismo moderato di Pescara”.

In un primo momento la condizione era che intorno a Marinella ci fosse tutta la coalizione. Una decisione che poi è sfumata davanti alla dichiarata ostilità di alcuni alleati.

“Ringrazio e sono onorata per la fiducia che la coalizione ha riposto in me – ha dichiarato la Sclocco – Sono da sempre una donna di centrosinistra e sono convinta che riuscirò ad onorare questa fiducia con il mio impegno. Intendo allargare ad altri soggetti politici la coalizione ridando così un progetto politico all’intero centrosinistra”.

Giovanni Legnini

Il primo, proprio il primissimo inboccalupo lo scrive su Facebook il marito di Marinella, Alfredo Giancola, che solo tre giorni fa cadeva dalla sedia dalla sorpresa dopo aver sentito il nome della sua compagna come candidata sindaco:

“A chi pensa che non ci sarà partita, a chi pensa che il risultato finale sia già stato scritto, a chi si vede comodamente seduto sugli scranni di Palazzo di Città mi permetto solo di dare un consiglio..prima di cantar vittoria….

#VEDILOFINITO!!!

In bocca al lupo Amore mio, essere candidata Sindaca di Pescara è un grande onore e sono certo che in questa competizione elettorale darai il massimo di te stessa come, d’altronde, hai sempre fatto!! “.

Insomma, il centrosinistra punta a riconquistare peso, voti, consensi con la sua candidata. E’ una scommessa, anche se nel frattempo devono essere tenuti a bada i malpancisti, che sono tanti. 

Donato Di Matteo e la sua lista civica non ci saranno, e se chiedi all’ex assessore se starà con Marinella lui risponde serafico:

“Io sto in relax”.

Donato Di Matteo

Che in parte è vero, è reduce da un intervento, ma in gran parte no: di fatto il sodalizio tra i due (una volta solidissimo: i voti di Di Matteo furono fondamentali per l’elezione di Marinella) si è interrotto nel finale del governo D’Alfonso, quando lui e Gerosolimo si dimisero dalla giunta chiedendo alla Sclocco (anche lei dichiaratamente anti-dalfonsiana) di fare altrettanto, senza riuscirci. Così andò a finire che i due assessori se ne andarono, Marinella rimase in giunta (senza frequentare) e proprio per questa sua decisione Dalfy restò in sella fino al mese di agosto del 2018. 

Acqua passata, adesso, ma non per Di Matteo che sta trattando in queste ore con Carlo Costantini: la sua lista civica correrà col padre della Grande Pescara. E non ci saranno retromarce dell’ultim’ora. Invece i consiglieri Mdp e Pd tenteranno di riportare all’ovile Riccardo Padovano, loro ex alleato ora in fase di avvicinamento a Carlo Masci: su di lui potrà far leva il no della Lega ai transfughi del Pd, un argomento che potrebbe convincerlo ad appoggiare di nuovo il centrosinistra.

Carlo Costantini

Resta fuori Coalizione civica, e proprio ieri, poco prima dell’ufficializzazione del nome della Sclocco, il candidato sindaco Stefano Civitarese aveva scritto una lettera aperta sui valori della Sinistra.

ps: e adesso tocca a lei raccogliere i cocci: prima del Pd e poi di tutto il centrosinistra. Spazi ce ne sono: i malpancisti si moltiplicano soprattutto nel centrodestra, tra quanti hanno dovuto inghiottire la candidatura di Carlo Masci e meditano il voto disgiunto. Poi c’è sempre il ballottaggio.





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