·Maperò non se ne strafotte·

Si potrebbe far finta di niente, come poco elegantemente scrive lui (“Me ne strafotto”, e invece non se ne strafotte per niente visto che sta lì a intignare), poi però vieni tirata per il bavero e allora devi, devi proprio rispondere.  Perché per un giornalista, e scusate se parlo di me, ci sono valori imprescindibili e quindi se uno ti accusa, uno qualsiasi, di “mentire, inventare, distorcere”, accuse gratuite al limite della diffamazione (forse anche oltre) e gravissime per chi come me fa questo mestiere, allora è il caso proprio di spiegargli per bene come stanno le cose. 

E le cose stanno così: Maperò ha scritto, per tre volte, che il Consiglio regionale d’Abruzzo presieduto da Lorenzo Sospiri (quello che se ne strafotte, ma solo a parole), ha organizzato le celebrazioni dannunziane, belle o brutte, riuscite o non riuscite, affollate o non affollate poco ce ne importa, spendendo 320 mila euro tra finanziamenti regionali comunali e degli sponsor, seguendo la procedura dell’affidamento diretto: cioè senza bando. Procedura consentita dalla legge sotto i 40 mila euro. E lo ha fatto non solo per gli artisti, e ci sta, ma anche per la Comunicazione e molto altro. La tecnica è quella di spacchettare le somme in modo da affidare i servizi senza fare le gare. Semplice, no?

Sospiri per tre volte attacca Maperò (due su Facebook e una con una conferenza stampa), senza però mai entrare nel merito. Senza mai, e sottolineo mai, spiegare perchè non ha indetto le gare. Liberissimo di farlo, cioè di non spiegare ma lui ha preferito insultare. La prima volta l’8 ottobre: ecco qui sotto il suo post  in cui mi accusa di “inventare un fumus tanto per dire qualcosa sapendo di non dire il vero”, di “aver perso”, anzi di “avere ideologicamente perso”. 

La seconda il 12 ottobre. Ecco qui sotto il post, quello dello “strafotto”, in cui dice che io cerco da giorni “di buttare fango sulla manifestazione”, e che “mento, invento, distorco”. E conclude chiosando che la manifestazione di D’Annunzio “è stato un enorme successo a tutto vantaggio dell’Abruzzo e di Pescara, punto”.

Punto proprio per niente. E’ abile, Sospiri, a incitare la rete a dirgli ma che bella la manifestazione ma quanto sei bravo evviva evviva, solo che non è questo il punto. Non so se a scuola le lezioni le capiva, ma sicuramente non ha capito o ha fatto finta di non capire cosa ha scritto Maperò a proposito degli affidamenti diretti, argomento sul quale si è guardato bene dal dare una risposta. 

Gli insulti però non li accetto io e non li accetta Maperò. Io non perdo (eccezion fatta per la tomboletta a Natale), non devo saper perdere perché non faccio politica ma informazione. Io non mento e non invento nulla: scrivere che io invento perché “la manifestazione di D’Annunzio è stata un enorme successo”, è un segnale di cattivissima fede, perché regala alla rete una connessione che non esiste, che Maperò non ha fatto, e distoglie l’attenzione dal problema clou, dall’anello debole, dalla domanda che è stata ripetuta ben tre volte: perché non è stata fatta la gara d’appalto? Sì, ora è chiaro: è fonte di imbarazzo, perché tira in ballo trasparenza, regole e legalità. Regole che al politico dovrebbero stare a cuore e di cui non è bene strafottersene.

E allora, caro Sospiri, vuol dire che rimarremo con questa domanda senza risposta, e con la tranquillità di chi non mente, non inventa e non distorce, continueremo a farla ogni volta che ce ne sarà occasione. Come Maperò ha fatto sempre, al Pd quando ha governato il Pd, al centrodestra ora e nelle precedenti stagioni di governo e persino ai 5 stelle. 

ps: ah, con una differenza: gli applausi. 




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