·Consiglieri senza portafoglio·

Si sono impanicati tutti. Telefonate, proteste, qualche vaffa. La senatrice Federica Chiavaroli di Ncd non fa che rispondere al telefono, e non sono belle telefonate. Gli insulti si sprecano. Arrivano dall’Abruzzo, consiglio regionale per la precisione. Che ci volete fare con la riforma del Senato, non gliene importa nulla ai consiglieri: magari adesso comincia la guerra per la scalata a quei due posti, e buttali via visto che con i due seggi dell’Abruzzo becchi pure l’immunità parlamentare.

Federica Chiavaroli

Federica Chiavaroli

No, non gliene importa niente, ma della riforma costituzionale del governo Renzi, articoli 35 e 40 gliene importa eccome. Ci va di mezzo il portafoglio, quello loro naturalmente. E’ passato inosservato, l’articolo 40, ed è vero che trascorreranno ancora alcuni mesi e bisognerà aspettare il referendum per l’approvazione definitiva: ma la pacchia, se tutto fila liscio, finirà a ottobre 2016.

A partire da quella data non saranno più “corrisposti rimborsi o analoghi trasferimenti monetari recanti oneri a carico della finanza pubblica in favore dei gruppi politici presenti nei Consigli regionali”.

Quindi, i gruppi consiliari che oggi beccano fior di quattrini con cui finanziano collaboratori, sostenitori, contratti e attività di vario genere (una specie di assegno in bianco che non è soggetto ad alcun controllo né scontrino ma solo alla rendicontazione di fine anno), dal prossimo anno sparirà.

D'Alfonso e Di Pangrazio

D’Alfonso e Di Pangrazio

Ma finisse qua. Se il 40 è una mannaia, l’articolo 35 molto di più. La modifica è di quelle che ti fanno mordere le mani, ma chi gliel’ha fatta fare. E insomma gli emolumenti dei consiglieri regionali non potranno superare quelli “attribuiti ai sindaci dei Comuni capoluogo di Regione”. E quindi precipiteranno di parecchio sotto la soglia dei quindicimila euro al mese. E poi i consiglieri regionali dovranno fare non proprio a metà ma quasi con le donne: la riforma stabilisce i principi fondamentali “per promuovere l’equilibrio tra i due sessi nella rappresentanza”. Quindi meno poltrone per tutti.

La giunta abruzzese senza Gerosolimo

La giunta abruzzese senza Gerosolimo

Se i consiglieri piangono, gli assessori non sono da meno: anche loro dovranno stringere la cinghia: stesso tetto per i compensi. Ecco qualche esempio: il sindaco di Pescara pure pure, ma il sindaco del capoluogo di Regione, cioè Massimo Cialente, guadagna 4.130 euro al mese contro i 5.010 di Marco Alessandrini. E passare da 13-15 mila, stipendio medio di un consigliere regionale capogruppo o presidente di commissione, a quattromila è da infarto.

D'Alfonso e D'Alessandro

D’Alfonso e D’Alessandro

Un po’ di conti in tasca ai gruppi consiliari: negli ultimi sei mesi del 2014, il Partito democratico che ha il gruppo più grande alla Regione, quindi da giugno a dicembre, ha incassato più di 233 mila euro e ne ha spesi 97 mila, di cui più di 60 mila solo di personale e 13 mila di consulenze, che in un anno raddoppiano. Forza Italia, cinque consiglieri, ha intascato 113 mila euro e rotti e ne ha spesi 77 mila, 45 mila solo per il personale. Il Movimento cinque stelle: 152 mila euro di entrate, 52 mila di uscite, con 27 mila e rotti per il personale.

Sospiri e Febbo di Forza Italia

Sospiri e Febbo di Forza Italia

Ecco, tutto questo ben di dio, che serve a sostenere le spesucce che i comuni mortali si finanziano di tasca propria e loro invece no, ci vogliono fondi a parte sennò intaccano lo stipendio e non arrivano a fine mese, non ci sarà più. Via, grazie alla riforma. E così ieri hanno tempestato di telefonate i senatori abruzzesi: traditori, vi siete impazziti, fermate quella legge sennò guai.

Ps. E’ partita la caccia ai nomi dei telefonisti.




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