·Maltauro, naufragio in vista·

Non c’è nessuno, proprio nessuno che potrà organizzare la gara per il project financing Maltauro: il direttore amministrativo della All di Chieti Tiziana Petrella è tornata all’ovile pescarese e a quanto pare non potrà fare dietrofront, nonostante i progetti del manager Pasquale Flacco e anche i suoi. Non potrà perché la Asl di Pescara non glielo consentirà: due mesi di proroga sì, glieli avrebbero concessi a fine agosto, quando si è avviato il tira e molla tra Pescara e Chieti, ma una volta preso possesso dell’Abs (Unità operativa di acquisizione beni e servizi), non si potrà muovere: il manager di Pescara Armando Mancini è stato chiarissimo: basta traccheggiare, e basta interim soprattutto. 

Tiziana Petrella

E allora a Chieti non resta che una strada: cercare al proprio interno un direttore amministrativo nuovo che si assuma la responsabilità di madare in porto il progetto Maltauro, e forse alla fine toccherà a Stefano Spadano. Ma c’è un’altra incognita: a metà dicembre scadrà anche l’incarico di Flacco che però, secondo le indiscrezioni, farà di tutto per ottenere il rinnovo. Un rinnovo che gli firmerà Silvio Paolucci, con cui va d’amore e d’accordo, tanto la data delle elezioni è ancora lontana (ieri Lolli e Di Pangrazio hanno dato notizia di un incontro avuto ieri con la presidente della Corte d’Appello Francabandera, che però si è presa alcuni giorni di tempo per decidere), e l’assessore alla Sanità avrà tutto il tempo per farglielo ottenere.

Ma non è ancora tutto: la Asl fino a questo momento ha approvato soltanto la presa d’atto ma l’iter per l’organizzazione della gara, a partire dalla convocazione della Conferenza dei servizi (che forse dovrebbe convocare il sindaco di Chieti), è ancora molto complesso. Insomma, alla fine c’è chi dice che Maltauro è destinato a naufragare, anche grazie ai bastoni che l’opposizione sta mettendo tra le ruote di Asl e Regione. Primo fra tutti Mauro Febbo, presidente della Commissione di vigilanza della Regione, che ieri ha denunciato ancora una volta il comportamento della giunta targata D’Alfonso: non c’è, secondo Febbo, il parere favorevole del direttore della Sanità Muraglia (anche se nella delibera si dice il contrario), non c’è mai stato. Non c’è il rup, che la Asl di Chieti non ha mai indicato. Insomma, una spesa folle e ingiustificata, conclude Febbo, pari a 605 milioni di euro, che impegna la Regione a rate di 25 milioni di euro per 25anni.

Mauro Febbo

Il carico da undici ce lo mette la Cgil:

“L’attuale giunta regionale sarà ricordata come quella che ha ulteriormente indebitato la sanità abruzzese e le generazioni future, per i prossimi decenni, se il project financing dell’ospedale di Chieti andrà avanti. Trenta milioni di euro destinati alla cura dei cittadini abruzzesi sono già stati distratti per pagare l’opera faraonica e tanti altri se ne aggiungeranno negli anni a venire. Non importa che si potrebbe spendere molto meno progettando altre soluzioni, non interessa chiedere più fondi al governo nazionale come già è stato fatto da altre regioni, non importa che in questa fase sarebbe opportuno limitarsi all’ordinaria amministrazione. La giunta regionale, anziché programmare gli interventi con una logica di priorità, millanta nuovi progetti di finanza per ricostruire gli ospedali di Teramo, Avezzano, Vasto, Lanciano, Penne e da ultimo il presidio “San Salvatore” dell’Aquila, dove dal 2009 ad oggi sono già stati spesi 57 milioni di euro per il ripristino funzionale e strutturale dello stesso”.

Sarebbe bastato, incalza la Cgil, tenere a mente gli inviti espressi dalla Corte dei Conti del Veneto sull’inopportunità di adottare il project financing per costruire gli ospedali e il disastro economico che si sta verificando nelle Regioni che hanno costruito gli ospedali con questa tecnica (Veneto, Toscana, ecc.). Ma niente da fare, da questo orecchio non ci sentono.

ps: ma niente, Maltauro avanti, a tutti i costi. Peccato che ci sono le elezioni di mezzo, un bell’ostacolo per i tifosi del project col manager in scadenza.





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