·L’ospedale sfratta le uova dell’Ail·

Sfrattate le uova dell’Ail dall’ospedale di Pescara. Una decisione che arriva all’improvviso, con un gesto assurdo e inqualificabile, uno schiaffo per l’Associazione contro le leucemie e per tutti i pazienti di Ematologia. Un’offesa per chi da anni lavora nell’associazione donando il proprio lavoro e il proprio tempo, come il presidente dell’associazione Domenico Cappuccilli, che ora sta meditando di mollare tutto, e di chiudere persino il call center dentro l’ospedale. E’ andata così.

Cappuccilli, a sinistra, con le volontarie dell’Ail

Le campagna di solidarietà delle Uova di Pasqua dell’Ail si è conclusa domenica scorsa nelle piazze di Pescara e in altre postazioni sparse nella città e nella provincia. Come avviene ormai da oltre  17 anni, i volontari dell’associazione avrebbero dovuto proseguire la raccolta fondi davanti al call center Ail dell’ospedale Santo Spirito, che si trova al 5° piano, accanto al Dipartimento di Ematologia.

“E invece, con una decisione inspiegabile e senza alcuna motivazione fondata, il direttore amministrativo, Federico Di Nicola, che in altri anni non aveva avuto nulla da dire sull’iniziativa, ci ha sfrattati impedendoci di proseguire con la campagna  – spiega il presidente della sezione Pescara-Teramo Domenico Cappuccilli, molto amareggiato per questa imprevedibile decisione – Ho cercato di spiegargli che lo spazio in cui operiamo è destinato ad ospitare l’Ail, e in particolare il call center, un servizio che è a disposizione dei pazienti di Ematologia e di cui medici e personale paramedico riconoscono l’assoluta necessità. Non c’è stato nulla da fare, Di Nicola non ha voluto sentire ragioni. Per la nostra associazione è un danno notevole perché contavamo di proseguire la campagna in ospedale visto che il maltempo del fine settimana non ci ha consentito di raggiungere i risultati sperati. Il Dipartimento di Ematologia – prosegue -è il più sensibile alle nostre iniziative poiché  riceviamo il sostegno di molti pazienti e  familiari . Ricordo che il ricavato di questa iniziativa è destinato a finanziare la ricerca scientifica per la cura delle leucemie, i linfomi e il mieloma e la casa di accoglienza di via Rigopiano. Visto che le nostre attività non sono consentite, valuteremo se sospendere anche il call center. E’ una situazione che non avrei immaginato di dover affrontare visto che l’Ail, fin dai tempi di Giuseppe Ferrigni, fondatore dell’associazioni, volontario di straordinaria umanità e grande amico dell’ematologo Giuseppe Fioritoni, ha sempre operato in ospedale.  Questa è la solidarietà del direttore amministrativo”.

La raccolta fondi attraverso le Uova di Pasqua proseguirà, fino ad esaurimento delle scorte, nella Casa Ail di via Rigopiano.

Pronta la replica del direttore amministrativo Di Nicola che spiega di aver scritto all’Ail che le aree ospedaliere a crisi riferisce l’Ail, ossia quelle del 5 piano dell’ospedale,

“non rientrano tra quelle previste al rilascio di autorizzazioni al fine di consentire alle onlus le raccolte fondi”.

Tuttavia, aggiunge il direttore,

“è stata concessa all’Ail una proroga, oltre ai sette giorni già accordati, per la vendita delle uova tra gli spazi della Madonnina e dei Poliambulatori, ovviamente dopo aver ascoltato le richieste delle altre associazioni”.

Una spiegazione che non è piaciuta al presidente dell’Ail Cappuccilli:

“E’ molto strano che ci si faccia riferimento solo ora a una rotazione delle associazioni. Sono alla guida dell’Ail da 17 anni ed è la prima volta che si parla di questo avvicendamento – prosegue Cappuccilli – Mi chiedo cosa sia cambiato rispetto agli anni passati. E’ vero, come afferma Di Nicola, che i nostri volontari hanno potuto operare per una settimana nell’atrio dell’ospedale. Ma è anche vero che ci è stato sempre permesso di proseguire la campagna al V piano, dove c’è il Dipartimento di Ematologia e dove c’è una particolare sensibilità verso le attività che svolgiamo. Come mai non si è fatto riferimento a questo avvicendamento anche pochi mesi fa, quando abbiamo raccolto fondi attraverso la campagna delle Stelle di Natale ? Eppure il direttore amministrativo era lo stesso. Ci è stata offerta la possibilità di allestire una postazione dal 26 al 28 marzo presso l’ingresso dei poliambulatori, uno spazio che ritengo assolutamente non idoneo ma che sarà comunque utilizzato poiché abbiamo la necessità di raccogliere fondi con le giacenze. Di Nicola parla di una situazione di confusione che verrebbe a crearsi al V piano per la nostra presenza: è stata notata solo quest’anno? Ricordo, inoltre, che i contribuiti ricavati dalle campagne servono anche a sostenere Casa Ail, una struttura in cui mettiamo a disposizione dei malati e dei familiari, in forma gratuita, 11 camere che, purtroppo, sono sempre occupate e accogliamo pazienti che provengono da fuori regione, anche da altri Paesi e che giungono a Pescara per curarsi con la speranza di sconfiggere la malattia”




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