·Lo zenzero·

Adesso c’è lo zenzero. Dovunque e per qualunque cosa. Combatte il raffreddore, la febbre, il bruciore di stomaco, la diarrea, il mal di gola e la tosse, il mal di testa e i dolori articolari. Persino i tumori.
Cos’è lo zenzero? Un tubero dall’aspetto orribile e dal gusto discutibile, diciamo la verità. Se per secoli non se l’è filato nessuno, verrebbe da dire, una ragione ci sarà pure stata.
Dov’era fino a ieri? E chi lo sa. Era come se non esistesse. Giusto in qualche favola o filastrocca del passato. Memorie medioevali.
E invece, adesso, eccolo qui.: ringiovanito, coccolato, cercato, lusingato. Da tutti.
Quella dell’alimentazione moderna è una storia di condanne e riabilitazioni, esclusioni e riscoperte.
C’erano una volta, per esempio, il burro e la margarina. Il primo era buonissimo, però era grasso e faceva male; la seconda, invece, era meno buona, però era vegetale ed era più sana. Adesso non è più così: la margarina è considerata peggiore del suo omologo animale.
Qualcosa di simile è successo allo zucchero. Quando ero bambino era esecrato, perché favoriva le carie e il diabete. Ad un certo punto fu riabilitato e venne addirittura promossa una campagna pubblicitaria: “Lo zucchero ha cervello”. Successivamente la prospettiva cambiò e si arrivò alla stagione dei “meglio il fruttosio”, o, per chi voleva dimagrire, dei dolcificanti. Caduti in disgrazia anche loro.
Allora è venuto il turno dello zucchero di canna, ma, attenzione, non quello che trovi nelle bustine al bar. Il vero zucchero di canna è una specie di sabbietta, dall’aspetto inquietante e dal sapore che ti lascia un po’ interdetto.
E le farine? Sappiamo tutti, oramai, che quelle raffinate non vanno bene. Ci vuole la farina integrale. Meglio ancora se di Kamut. Oppure di ceci.
Ho letto da qualche parte che ottanta anni fa si utilizzava, praticamente, solo farina integrale; la vita media dell’uomo, allora, era di cinquant’ani. Oggi, a rapporto invertito di farine, si arriva a quasi 80 anni. Giusto per instillare un dubbio nelle odierne certezze.
In tutto questo aleggia un mostro, un mostro indifendibile, feroce con tutti, soprattutto bambini e anziani, i più indifesi. Sì, è lui, il temutissimo olio di palma. Sono tutti d’accordo: è praticamente un assassino. Le industrie alimentari che non lo usano, se ne vantano. Le altre stanno facendo una corsa incredibile per bonificare i cicli produttivi e potere poi, anche loro, annunciare, trionfanti, sulle etichette: “non contiene olio di palma”. Sarà vero che fa così male?
Mah.
Torniamo allo zenzero, dunque.
Un po’ di tempo fa, convinto dalla propaganda pro-zenzero, sono entrato in erboristeria ed ho chiesto una tisana. “Eh”, mi ha detto l’erborista, “però, oltre allo zenzero, ci devi mettere pure la kurkuma”. “Perché?”, ho chiesto. “Perché si completa”. E vabbé, mettiamoci la kurkuma. Solo che non bastava. “Ci devi mettere anche il peperoncino”. “Perché?”. “Perché si completa”. Vabbè, mettiamoci pure il peperoncino. “Però mi raccomando”, ha suggerito ancora l’erborista, “prima di berla, ricordati di metterci il miele”. Ho provato ad anticipare la riposta: “Perché si completa?”. “No”, mi ha spiegato l’erborista, “perché sennò fa schifo”. Ah, ecco.
Intanto, all’orizzonte, già comincia a profilarsi un nuovo e benefico alimento: l’avocado.
Lo sapete come andrà a finire?
Un giorno berremo tisane con estratti di burro, olio di palma e farine raffinatissime. Il sapore non sarà granché, ma basterà aggiungerci un po’ di zucchero, rigorosamente bianco.
L’eventuale presenza di avocado, altamente cancerogeno, dovrà essere dichiarata. I più attenti, quando faranno la spesa, selezioneranno accuratamente i prodotti da acquistare, assicurandosi, in particolare, che ci sia una scritta: “Non contiene zenzero”.
Vivremo tutti sani e contenti.




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