·Liste d’attesa, 4 mesi di spot·

Due milioni di euro in più per abbattere le liste d’attesa, un’occasione per acquistare attrezzature d’avanguardia, per assumere personale, addirittura per prenotare da casa attraverso il web gli accertamenti diagnostici di cui abbiamo bisogno. I medici lavoreranno fino a tarda sera per assorbire tutte le richieste e insomma, basta con queste interminabili file e attese. 

E’ un mondo bellissimo quello illustrato due giorni fa dall’assessore alla Salute della Regione Abruzzo Nicoletta Verì, un mondo fatto di sorrisi e di disponibilità e in cui finalmente telefoniamo e prenotiamo senza aspettare mesi o addirittura anni. 

 Era ora, finalmente. Solo che questo ritornello ha qualcosa che non quadra, e scopri infatti che è appunto un ritornello. Nel senso che la Regione ci campa da almeno cinque mesi, con la media di due conferenze stampa o comunicati al mese. Così, andando a ritroso nel tempo, si scopre che era il 15 maggio scorso quando l’assessore leghista Verì annuncia urbi et orbi che ci sono 16 milioni di euro in cassa per abbattere le liste d’attesa, in linea col piano del Ministero della Salute adottato a febbraio scorso. Piano che prevedeva, entro 120 giorni dalla sua approvazione, l’istituzione dell’osservatorio nazionale sulle liste d’attesa che avrebbe affiancato le Regioni negli interventi per superare le criticità e le disuguaglianze territoriali e per rispondere al meglio ai bisogni dei cittadini.

Così Marsilio & Verì stanziano 16 milioni per assumere personale soprattutto in quei dipartimenti nei quali le liste d’attesa sono particolarmente lunghe: radiologia, cardiologia, diagnostica per immagini eccetera eccetera. Due giorni dopo si replica e i milioni salgono a 18 e si scopre che  16 in effetti erano stati stanziati dal Ministero della Salute e la Regione invece ne mette due. Che sono anche una bella somma: serviranno, spiega l’assessore, a “tamponare le situazioni di maggiore criticità”. Ma occorrono i programmi attuativi delle Asl, che stanno provvedendo in questi mesi, a quanto pare.

Si replica di nuovo il 13 agosto: stessi toni, stessa notizia, per annunciare che i piani delle Asl sono stati approvati e la Regione annuncia ancora che si interverrà sull’aumento dell’offerta, garantendo prestazioni aggiuntive anche in fasce orarie serali e festive. Ma non solo: per tagliare ulteriormente i tempi di attesa, le Asl potranno addirittura pianificare prestazioni aggiuntive in libera professione, che però non graveranno sulle tasche dei pazienti “che ne potranno usufruire con la normale impegnativa del medico di base”. E blablabla. 

Nicoletta Verì

Poi si arriva al 25 ottobre, qualche giorno fa, con l’assessore che torna a illustrare il piano contro, immaginate, le liste d’attesa. Con tanto di paginoni sui giornali. Va bene, abbiamo capito. 

ps: Ma adesso è urgente abbattere la lista d’attesa delle liste d’attesa. Perché sono quattro mesi che la Regione si fa pubblicità con la stessa notizia, mentre per prenotare una Tac siamo ancora a carissimo amico.




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