·Mauro lo scudo umano·

Lo hanno preso e catapultato davanti ai giornalisti. Un’operazione che ha il sapore della prepotenza, quella messa in atto tra martedì sera e mercoledì mattina dalla Regione Abruzzo ai danni di un economista di tutto rispetto. Per colpa dei dati Istat sul lavoro, che si possono leggere in molti modi, ma vanno messi a confronto con i dati dello stesso periodo dell’anno precedente, sennò è un’arrampicata sugli specchi.

Il fattaccio ha come vittima il docente universitario Pino Mauro, intervistato dal Tgr per commentare e interpretare l’occupazione in Abruzzo. Dati non proprio positivi: di fatto i 496 mila posti di lavoro del secondo trimestre 2016 diventano 485 mila nel secondo trimestre del 2017, quindi 11 mila in meno. Ma la Regione prova a cimentarsi in una lettura diversa che porti meriti all’amministrazione D’Alfonso, e per farlo applica il confronto con il primo trimestre del 2017: in questo caso l’occupazione aumenta di 21 mila unità, ma è anche vero che i primi mesi dell’anno sono stati davvero tremendi, e che il primo trimestre del 2017 ha fatto registrare il segno meno e la perdita di quasi ventimila posti di lavoro rispetto al 2016. Certo, anche per colpa dei disastri, terremoto e maltempo, ma in ogni caso il lieve miglioramento che si registra adesso è soltanto l’effetto di un recupero fisiologico.

Pino Mauro tra D’Alessandro e Catena

Mauro lo dice senza sconti al Tgr di martedì sera:

“Siamo di fronte a un dato sorprendente, ci si aspettava un recupero molto forte e invece siamo di fronte a una controtendenza rispetto al resto dell’Italia”.

Insomma, il Paese va bene ma l’Abruzzo arranca. E ancora:

“C’è una crescita a due velocità: una molto forte per le grandi imprese e viceversa, una diffusa sofferenza per gli artigiani, il piccolo commercio e le aspettative di ripresa delle famiglie”.

Apriti cielo: la Regione imbufalita diffonde alle redazioni ben due comunicati, a firma dell’assessore al Bilancio Silvio Paolucci e del consigliere Alberto Balducci per smentire la lettura catastrofica del Tgr e contemporaneamente annuncia una conferenza stampa per l’indomani alla quale sarebbe stato presente l’economista Pino Mauro. Della serie: e adesso vediamo se ha il coraggio di confermare quello che ha detto. Mauro, in pratica, viene preso di peso nella speranza di costringerlo a dare una lettura diversa dei dati Istat. Ma così non è: ieri mattina l’economista, che in conferenza stampa viene messo in mezzo tra il consigliere Camillo D’Alessandro e il collaboratore del governatore Andrea Catena, nonostante tutto e con faccia corrucciatissima, conferma la lettura del giorno prima. Tenta soltanto una giustificazione, quella dei disastri ambientali, terremoto e maltempo che avrebbero inciso sui dati dell’occupazione, e come contentino per la Regione tira fuori i dati del Pil che, dice, sono superiori alla media nazionale. Di più non può fare, e finisce così.
ps1: insomma, non è andata come speravano. Nonostante sia stato messo in mezzo, Pino Mauro non ha potuto far altro che confermare la lettura data al tg. Non gliene va bene una, alla Regione, da un po’ di tempo a questa parte.
ps2: agli abruzzesi, per la verità, va anche peggio.




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