·L’Irpef resta ma per i manager 700 mila euro di aumenti·

Non sono pochi proprio per niente i 40 mila di aumento ai manager delle Asl abruzzesi. Sono tanti, anzi tantissimi. E non solo se rapportati alla condizione dei servizi sanitari, alle difficoltà ad accedere a prestazioni diagnostiche in tempi accettabili, alle liste di attesa, ai malati sballottati da un ospedale all’altro, alle barelle nei corridoi, ai medici in fuga. Sono tanti oggettivamente, e a conti fatti. Ed eccoli qui i conti: se li è fatti Angelo Bucciarelli, ex Pd di Vasto sempre in prima linea quando si tratta di sanità. 

La nuova giunta regionale d’Abruzzo, quella del cambiamento,  quella guidata da Marco Marsilio con assessore alla Salute Nicoletta Verì, ha quindi disposto nella giunta di lunedì sera l’aumento degli stipendi dei manager di 34mila euro. Un direttore generale di una Asl abruzzese fino a oggi guadagnava all’circa 115.000 euro. Da domani invece, con una botta sola, arriverà a 149.000 euro, come i prezzi del supermercato che finiscono sempre con un “9”.

Ma non finisce qui. Gli aumenti dei manager si rifletteranno anche sugli stipendi di direttore sanitario e amministrativo, che percepiscono per legge il 90 per cento di quello che guadagna il direttore generale. Altri 30 mila euro, euro più euro meno. E se consideriamo che ogni Asl ha un direttore amministrativo e un direttore sanitario, avremo altre otto figure che beneficeranno degli aumenti.

Marsilio & Verì

E ancora: i manager avranno la possibilità di far salire ancora i loro stipendi fino al 20% in più come premialità.

Facendo due conti, l’aumento degli stipendi per Asl, con in più il premio del 20%, è di 170mila euro che, moltiplicato per il numero delle quattro Asl, fanno 680 mila euro all’anno complessivamente, solo di aumenti. 680.000 euro alla faccia dei cittadini abruzzesi.

E tutto mentre la sanità è allo sbando, ancora in piano di rientro, con le difficoltà di bilancio che si riscontrano annualmente, con i cittadini che pagano i ticket per una prestazione per cui devono attendere mesi, se non un anno e forse più.

E, ancora più grave, con i cittadini che pagano una quota Irpef molto alta (anzi, ai livelli massimi) che la Regione Abruzzo non si sogna di abolire o ridimensionare, nonostante sia uscita dal commissariamento e la legge lo consenta. Era questo il primo passaggio che l’Abruzzo si sarebbe aspettato, era questo il primo taglio da affrontare, non certo l’aumento degli stipendi dei manager.

“Come è possibile decurtare il fondo sanitario di 780.000 euro all’anno per aumentare gli stipendi dei direttori, quando ci sono migliaia di cittadini che devono ricorrere ai privati per le loro cure, o addirittura rinunciarvi?Perché si aumentano gli stipendi ai manager mentre si chiudono i reparti, si tagliano i posti letto, non si nominano i primari e non si assumono medici e infermieri?”,

si chiede Bucciarelli.

E poi, è grave e non è certo “adeguato” come sostiene Marco Marsilio,  che un manager di una Asl abruzzese, tra le più piccole d’Italia con circa 300mila abitanti, debba guadagnare tanto quanto un manager di 5/600mila abitanti, come in Toscana, Puglia, Lazio, Marche, Campania”

Infine, l’aumento è una vera e propria forzatura, se si considera che  a luglio scorso il giudice del lavoro di Chieti ha stabilito la legittimità dello stipendio del direttore generale della Asl, respingendo il ricorso dell’ex dg di Pescara Claudio D’Amario che chiedeva, appunto, l’aumento di stipendio. 

ps: insomma, un altro regalo. Non è cambiato molto, dai tempi del centrosinistra.




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