·Lettomanoppello caput mundi·

C’era una volta Gissi. E poi c’erano San Pio, Navelli, Collelongo e Teramo. E adesso c’è Lettomanoppello, paese che ha dato i natali al presidente della Regione Luciano D’Alfonso. I santi protettori e i governatori cambiano, e a ruota cambiano i paesi che di volta in volta diventano beneficiari di vere e proprie fortune. A volte per caso a volte no.
Così in questi giorni il Gruppo comunale di Volontariato di Protezione civile di Lettomanoppello ha ottenuto un finanziamento di quasi 65 mila euro (64.974,00) rispetto alle briciole distribuite ai volontari di Civitella Roveto, Magliano dei marsi, Furci e Giulianova, che hanno ottenuto chi 11 mila chi 13 mila chi 16 mila chi soli 975 euro. Certo, dipende dalla richiesta, e dipende dall’acquisto per cui si richiede il finanziamento. E soprattutto, dipende dal governo, che distribuisce i fondi in base al programma nazionale degli interventi, che prevedono anche una quota di co-finanziamento locale del 15 per cento, che nel caso di Lettomanoppello ammonta a 34.986,00 euro.


Insomma, un bel colpo di fortuna, anche perchè l’Agenzia della Protezione civile, che in base al dpr 194 del 2001,

“può concedere alle organizzazioni di volontariato, contributi finalizzati al potenziamento delle attrezzature e dei mezzi, nonché al miglioramento della preparazione tecnica e alla formazione dei cittadini”, può fare tutto ciò dopo aver sentito “le Regioni e leProvince autonome interessate”.

Luciano D’Alfonso

Insomma, i Comuni battono cassa, il governo mette mano al portafogli e le Regioni e le Province dicono la loro. I contributi, di norma, sono erogati in misura non superiore al 75% del fabbisogno documentato. Nel caso specifico, Lettomanoppello ha richiesto il finanziamento per acquistare l’”autotelaio Iveco 55 s”. Il presidente dei volontari lettesi è un fedelissimo di Luciano D’AlfonsoFabio Ferrante, (membro dello staff del governatore e con lui coinvolto nell’inchiesta del parco Lavino), che per la verità, a gennaio scorso, dopo l’emergenza neve che ha dato luogo alla tragedia di Rigopiano, scrisse una lettera per annunciare che il Gruppo da quel momento in poi non si sarebbe più fatto carico della gestione diretta del piano neve e che lui avrebbe riconsegnato al sindaco tutte le deleghe per quell’emergenza. Una decisione spiegata così:

“Non deriva affatto dall’essersi arresi a coloro che non capiscono e mai capiranno l’importante attività del volontariato sia in termini di funzionalità che di economicità per la comunità, ma dalla necessità giuridica e morale, quale responsabile legale del Gruppo, di tutelare tutti i volontari che compongono questo straordinario gruppo, persone che gratuitamente, da anni, gestiscono con successo ogni tipo di emergenza che si è presentata sul territorio comunale e non, permettendo, rispetto a molte altre situazioni limitrofe, di limitare disservizi e costosi interventi a carico della comunità”.

Fabio Ferrante

Di più la sua lettera non dice. Ma traspare una profonda polemica rispetto a chi, probabilmente, ha gestito in quei tragici giorni l’emergenza neve al fianco dei volontari.

ps: in ogni caso, adesso, arriva un bel finanziamento. Lettomanoppello cuore dell’Abruzzo: la Gissi del terzo millennio.





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