·Legionella, quanta flemma·

Se la sono presa comoda, comodissima. E adesso che si è scatenato il panico tra i dipendenti, la Regione Abruzzo cerca di correre ai ripari. E insomma, con la legionella si può anche morire ma a Palazzo Silone non si sono scomposti più di tanto.

silone

Ventisei giorni impiega l’Arta per mettere su carta i risultati delle analisi, due giorni il Servizio tutela della salute e sicurezza sul lavoro per inviare la mail (non una lettera) con le analisi alla Regione, 39 giorni per un sopralluogo l’Arta per stabilire il tipo di disinfettante da utilizzare e alla fine quaranta giorni per ottenere un preventivo da una ditta specializzata, altri tre giorni per scrivere la determina dirigenziale e per dare, forse, il via ai lavori.

L’allarme legionella negli uffici di Palazzo Silone, sede della giunta regionale all’Aquila, è partito il 21 gennaio scorso e nel frattempo l’unica cosa messa in atto della Regione è stata la chiusura dei rubinetti dell’acqua. Stop.

Il panico è il panico e i dipendenti di Palazzo Silone per quaranta giorni non hanno saputo nulla e non sono stati messi in grado di assumere precauzioni. La rabbia sale alle stelle e in molti stanno valutando di sporgere denuncia. Tanto più che il bar continua a funzionare servendo caffè come nulla fosse.

Ma per Luciano D’Alfonso, è colpa della stampa, bellezza: la Regione dà naturalmente la colpa ai giornali. E ieri, in un comunicato, con una discreta faccia tosta, scrive:

<Allarme e preoccupazione tra i dipendenti regionali hanno destato le notizie apparse in questi giorni sulla stampa a proposito delle indagini sulla qualità dell’acqua. L’amministrazione quindi ha ritenuto opportuno fornire alcuni chiarimenti>.

E insomma, la legionella è diventata improvvisamente <controlli sulla qualità dell’acqua> e l’allarme è stato scatenato dalla  <stampa>. Quindi, nessuna flemma. E non basta, perchè dopo la legionella e l’attacco del terribile virus informatico ai computer, ecco che spuntano pure i topi: e due giorni fa la Regione ha dovuto affidare i lavori per un sistema di derattizzazione negli uffici del Genio civile ad Avezzano. Insomma, ci mancavano pure i topi.

Luciano D'Alfonso

Luciano D’Alfonso

In ogni caso la Regione scrive che

<la decisione di far eseguire indagini sulla qualità dell’acqua all’Arta, è stata adottata a scopo meramente preventivo, stante l’esistenza di precedenti casi di positività alla legionella rilevati in alcuni edifici dell’Aquila>.

I campionamenti sono stati effettuati a gennaio, ammette la Regione, e i risultati che hanno avuto esito positivo, <sono stati comunicati dall’Arta contemporaneamente sia alla Regione che alla Asl il 17 febbraio scorso>. Poi la Asl ha prescritto la chiusura dell’acqua calda in attesa della bonifica dell’impianto. Quindi è stato eseguito lo shock termico e nel frattempo la Regione farà installare un <modulo permanente di trattamento dell’acqua>.

Mario Amicone, direttore dell'Arta

Mario Amicone, direttore dell’Arta

Quindi, cari dipendenti, state tranquilli, la Regione pensa a voi:

<Il rischio di legionellosi è basso e nessun caso di malattia è stato segnalato. Il rischio è legato prevalentemente all’inalazione di aerosol e non all’ingestione per bocca di acqua contaminata o al lavaggio delle mani e degli alimenti. Si specifica, inoltre, che in questo edificio non sono presenti docce e che l’impianto di riscaldamento non esegue il trattamento dell’umidità dell’aria>.

Ps: ma benedetto D’Alfonso, se la legionella non fa male dal rubinetto, che c’azzeccano le docce?




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