·Preti i soldi e scappa·

Di tutto ma anche un po’ di più. La Regione spendi&spandi provvede a tenersi buoni i Santi ma non solo quelli. Preti e parrocchie sono nella hit di Luciano D’Alfonso, ogni richiesta è un ordine, in cambio di preghiere naturalmente. Ma nella lista delle spese c’è anche altro, molto altro: anche il profano, borse firmate e cancelleria a molti zero. Che sacro sarebbe, sennò.

D'Alfonso in preghiera

D’Alfonso in preghiera

Così proprio ieri la Regione del religiosissimo Dalfy ha liquidato 5 mila euro e rotti alle parrocchie di San Pio all’Aquila e di San Nicola di Bari a Monticchio, santo veneratissimo un po’ perché è il protettore di Lettomanoppello che gli ha dato i natali, e un altro po’ per l’amicizia che lo lega al governatore della Puglia Michele Emiliano: 2.800 alla prima, 2.500 alla seconda. La motivazione è nobile, naturalmente, e si rifà a leggi precise, riconoscimento delle funzioni sociali degli oratori, sistema integrato di servizi sociali, avvisi pubblici per i Lab(oratori), e insomma tutto quanto fa parrocchia.

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D’Alfonso in processione

In totale circa 300 mila euro di contributi concessi ieri con una determina firmata dalla dirigente del Servizio Salute e Welfare Tamara Agostini. Per esempio, se la chiesa Santi Apostoli di Chieti scalo ha rinunciato al finanziamento, Santa Maria Assunta di Paganica ha beccato 7 mila euro e la Santa Maria di Paglieta ha preso 5.500 euro di somme residue.
Ma tra le spese della Regione si trovano determine ancora più singolari: come quella, per esempio, con cui la dirigente dell’autorità di gestione Ipa Paola Di Salvatore, alla vigilia degli Open days di Dubrovnik, acquista presso la Cartoleria Ferella dell’Aquila circa 6 mila euro di materiale di cancelleria.

D'Alfonso e la Di Salvatore

D’Alfonso e la Di Salvatore

E che materiale: tutti articoli, recita la determina, “necessari allo svolgimento delle funzioni delle assistenze tecniche”. Insomma tutta roba “uso ufficio”. Come: un raccoglitore Stelvio, di colore bianco, per 1.641 euro; carta Navigator per 3.129 euro (talmente tanta da rifornire forse l’intera Regione); una borsa Piquadro da 360 euro, un’altra borsa da 240 euro, una valigia “Pilota” da 105 euro. E per finire una lampada Hi-tech Leitz da 221 euro. Più una pen drive da 73 euro. Insomma una attrezzatura di tutto punto.
Però c’è da dire che quest’ultima è una spesa a carico dell’Ipa (il programma di cooperazione territoriale transfrontaliero) e non della Regione Abruzzo, sempre che rientri tra quelle ammissibili.

Si parte!

Si parte!

E bisogna farci caso, alla luce del richiamo che il direttore generale delle politiche regionali della Commissione europea, Walter Deffaa, ha fatto nella lettera dell’11 maggio scorso. Insomma, il famoso shampoo in formato europeo riservato alla Regione Abruzzo per aver organizzato un evento in contemporanea a quello su Eusair.

ps: mica solo l’Abruzzo è in spending review, eh. Anche l’Europa.

ps2: ma con tutta questa carta, nell’era della dematerializzazione, la Regione che ci fa?




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