·Malati in fuga dall’Abruzzo·

Altro che in buona salute. La sanità abruzzese sta messa male, anzi malissimo. E chi può scappa via, per curarsi emigra, e va anche lontano. Nel 2015 l’Abruzzo era in perdita secca: (-72.310.891), una cifra da capogiro che rappresenta la fotografia di quanta sfiducia nella sanità abruzzese ci sia da parte dei cittadini-pazienti. La fuga per curarsi tocca soprattutto il Sud Italia secondo uno studio del Sole 24Ore e infatti l’Abruzzo è in buona compagnia, con la Campania (-281 milioni), la Calabria (-275) e il Lazio (-231). Mentre il Nord è in attivo, ad eccezione di Liguria e Piemonte, con la Lombardia che è a credito di 601 milioni, segno che è la regione più gettonata dai malati. In tutto sono otto le regioni con un saldo attivo, le altre sono tutte col segno meno, a partire dalle regioni commissariate per gli extra deficit di Asl e ospedali, come l’Abruzzo che è uscito dal commissariamento solo qualche mese fa.

Ma non è solo un segnale di debolezza delle strutture sanitarie regionali, quel segno meno, quei settanta e passa milioni che l’Abruzzo dovrà pagare alle altre regioni contengono un altro dato negativo: con questa fotografia, il ministero deciderà come procedere alla ripartizione della torta da 113 miliardi del Fondo sanitario nazionale per il 2017. E per l’Abruzzo non saranno rose e fiori.

Il grafico del Sole 24 Ore

Se i viaggi della speranza non accennano a fermarsi, la spesa farmaceutica schizza alle stelle: dal 2013 al 2016, secondo una denuncia del presidente della Commissione di vigilanza Mauro Febbo, la spesa per le medicine territoriale e ospedaliera in Abruzzo è aumentata del 320 per cento, quadruplicando i costi della spesa farmaceutica complessiva che è passata da 380 milioni a oltre 435 milioni. E non basta ancora: secondo l’Ips, l’indice di performance sanitaria realizzato dall’Istituto Demoskopika, l’Abruzzo è una tra le regioni più “malate” del Sud con un indice di inefficienza pari al 269,1 punti (la Sardegna, che sta messa peggio di tutte le altre, ha un indice del 277,9). Ma ciò che lascia sconcertati è che al Sud la migliore performance è quella del vicino Molise, che guadagna sei posizioni lasciando l’area dei sistemi sanitari locali più sofferenti.

Silvio Paolucci

Nel 2016 secondo l’Istituto, circa 10 milioni di italiani, pari al 17,6 per cento, hanno rinunciato a curarsi per le lunghe liste di attesa o perchè, non fidandosi del sistema sanitario della regione di residenza, non hanno potuto affrontare i costi della migrazione sanitaria. Lo studio ha analizzato sette fattori: soddisfazione sui servizi sanitari, mobilità attiva e passiva, spesa sanitaria, famiglie impoverite a causa delle spese sanitarie, spese legali per liti da contenzioso, costi della politica.
ps: e l’Abruzzo, come al solito, ha fatto la sua pessima figura.





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