·La versione di Marsilio·

Cinquanta minuti di conferenza stampa. Per spiegare il come e il perché dell’ospedale Covid a Pescara: il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio non risparmia parole pesanti agli avversari politici e ai giornalisti, colpevoli di aver proposto riflessioni sull’utilità di nuovi posti di Terapia intensiva in Abruzzo quando mancano ancora mascherine per la popolazione e dispositivi di protezione per i sanitari e di aver riportato il ricorso della società Edilfrair di Gianni Frattale. Esempi delle parole in libertà pronunciate ieri: “fessi”, “domande di una stupidità che qualificano chi le fa”, “strilloni”, “isterica”, “polemiche da accattoni” e via di questo passo.

Avrebbe potuto fare ricorso all’affidamento diretto, come è consentito nelle situazioni di emergenza, ha spiegato Marsilio, e invece l’Aric ha invitato più di dieci ditte. Un percorso trasparente, lineare, rilancia, come è chiaro il curriculum della società vincitrice Omnia Servitia di Antonio Colasante, fa mostrando la certificazione antimafia del ministero dell’Interno dove l’Omnia sarebbe regolarmente iscritta (non in quella della Prefettura di Pescara, prescritta nella lettera di invito). 

E rivolto a chi contesta un ospedale Covid a Pescara, anziché all’Aquila, dice che è per colpa dei campanili se gli abruzzesi si ritrovano in queste condizioni (e qui ce l’ha in particolare con gli aquilani), mentre a lui sta a cuore il bene di tutto l’Abruzzo. 

Serve, l’ospedale Covid, eccome se serve, aggiunge Marsilio: serve a creare una struttura dedicata ai malati Covid e a far tornare gli ospedali alla cura delle malattie tradizionali, agli interventi chirurgici tradizionali che per ora sono stati sospesi.

“Mi auguro davvero che non debba servire più nel futuro, significherebbe che l’emergenza è finita, ma in caso contrario saremo pronti. E per ogni eventualità, resterà patrimonio dell’Abruzzo”.

Ce ne sarà uno per capoluogo, e anche Chieti che non ha le caratteristiche per ospitarne uno a causa dei problemi di tenuta sismica, avrà  il suo Covid ad Atessa (un po’ lontano, per la verità).

Polemiche strumentali, insiste Marsilio, pretestuose, fatte da gente che vive in un altro pianeta. E alla fine rivolge un invito alle opposizioni perché l’Abruzzo abbia i soldi per sostenere la crisi.

Non viene accolta benissimo, la conferenza stampa di Marsilio che sulla pagina Facebook di Abruzzo Regione aperta colleziona una serie di commenti al veleno, da parte di gente che gli ricorda il ritardo del finanziamento della cassa integrazione, degli aumenti ai dirigenti eccetera eccetera. 

Gli fa eco il vincitore della gara, Antonio Colasante, che in una nota risponde alla Edilfrair di Gianni Frattale che martedì aveva inviato una richiesta di chiarimenti all’Aric in merito all’iscrizione della Omnia alla White list della prefettura di Pescara, così come previsto dalla lettera di invito (iscrizione che non risulta): “La scrivente impresa è regolarmente iscritta alla White list presso la prefettura di Pescara -scrive l’imprenditore frentano – e l’iscrizione risulta da atti pubblici ed è dunque oggettiva, conosciuta e comunque agevolmente conoscibile sia dalla Edilfrair che dai terzi e dagli stessi organi di informazione”.

E a sollevare dubbi è invece il consigliere regionale dei Cinquestelle Domenico Pettinari che denuncia la mancanza di documenti sul sito Aric:

“Non si trovano gli elenchi dove sono esplicitati i professionisti che hanno partecipato al bando per la realizzazione del nuovo ospedale Covid di Pescara e dei nominativi che sono stati esclusi dalla gara. Chiedo pubblicamente che questa mancanza sia colmata il più presto possibile e che siano quindi pubblicati gli elenchi affinché si possa lavorare al meglio per i cittadini”.

La realizzazione dell’Ospedale Covid, secondo Pettinari,

“deve avvenire nella totale trasparenza e mi auguro che venga terminato nel più breve tempo possibile, perché c’è bisogno di ripristinare tutti i reparti e gli ambulatori che sono stati sospesi nell’Ospedale di Pescara a causa dell’emergenza Coronavirus. Sono tanti i cittadini che hanno bisogno di cure e non si muore solo di Covid. Stiamo facendo una corsa contro il tempo. Sono anni che denuncio ritardi e sprechi e tra questi l’abbandono della struttura ex Ivap di Pescara lasciata a marcire per oltre 10 anni. Se si fosse dato seguito alle mie denunce, oggi saremmo stati pronti con una nuova struttura invece di rincorrere l’emergenza. Rincorsa che la Regione sta perpetuando anche con un altro aspetto importante della battaglia al Coronavirus: i tamponi per accertare i contagi. I ritardi nelle analisi non sono più tollerabili”.




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