·La schedina·

Poi dici le casualità. Ho letto un romanzo un po’ particolare, s’intitola“Bassotuba non c’è”, di Paolo Nori (attuale finalista al premio Campiello, sia pure con un romanzo diverso). Questo credo sia il suo primo o secondo ed è un libro divertente e riflessivo, ambientato sul finire degli anni novanta. Si incontrano il PDS e Bologna, la Viacard e le sigarette Nazionali, che l’autore definisce “semplici”, cioè senza filtro (anche se io ricordo che non erano tanto semplici da trovare; qui a Roma bisognava avere un amico che potesse entrare alla tabaccheria della Camera dei deputati, perché in quelle comuni praticamente non arrivavano mai). Leggendo e pensando a questo, comunque, all’improvviso m’è venuta in mente la schedina del Totocalcio.

Ne sento terribilmente la mancanza. Perché non la fanno più? Regalava quella domenicale illusione, ereditata dai nostri padri, ai quali l’avevamo vista giocare, di cambiare la vita usando una passione, una presunta competenza, un po’ di casualità. La vincita al Totocalcio. Sono andato a vedere su Google, uno dei vantaggi dell’era moderna – un tempo mi sarei dovuto alzare, andare al telefono fisso, l’unico esistente sulla faccia della terra, e chiamare il mio amico che sa sempre tutto – e ho scoperto che la schedina del Totocalcio torna per l’inizio del prossimo campionato, a settembre. La notizia è del 5 maggio 2021 e abbina l’arrivo di Mourinho alla Roma e il ritorno della schedina. Non so cosa c’entrino Mourinho e la schedina. Io avrei associato semmai il compleanno di Francesco Rocca o una ricorrenza legata alla Roma di Dino Viola. Insomma la schedina torna l’anno prossimo, ci saranno ancora 13 eventi, anche se con delle varianti, per aggiornarla ai gusti del pubblico che pare siano cambiati, per cui si potrà vincere non solo con il 13 o il 12, ma anche con il 7 o l’8. Così ho capito, almeno. Ciò che conta, comunque, è che torna la schedina, e io sono contento. Oltre a questo, però, volevo anche dire, “Bassotuba non c’è” è di 149 pagine, e a pagina 148 il protagonista accompagna il padre malato di tumore al polmone a fare la prima chemioterapia, e il figlio, che poi sarebbe la voce narrante, su sua indicazione e richiesta va a giocare proprio la schedina del totocalcio.

Ecco, a pag. 148 di 149 appare per la prima volta il riferimento espresso al totocalcio, che a me era venuto in mente molto prima. Allora mi sa che questo libro io l’ho capito nel profondo. E forse anche lui ha capito me, perché ieri notte, dopo quasi 90 anni di vita, è morto per un tumore al polmone il papà di quel mio amico che sa sempre tutto, con cui ci conosciamo dalla prima elementare. E vorrei farlo sapere a Paolo Nori. Che in qualche modo, grazie a lui, a settembre giocherò la prima schedina della nuova era, e la dedicherò al papà suo, al papà del mio amico, al papà mio, e a tutti i papà che hanno regalato ai loro figli il sogno del 13 al totocalcio. Loro, i papà, può darsi non ci siano più. Ma il sogno sta per tornare.




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