·La sanità ci fa male, lo sai·

E’ un mese da dimenticare, quello che è passato. Un mese di sconfitte, passi indietro e passi falsi, di teste basse e teste girate dall’altra parte, un mese di ripiegamenti e promesse mancate. C’entra la sconfitta del referendum, e c’entra eccome sull’umore del presidente Luciano D’Alfonso che dal 4 dicembre ha inaugurato la stagione della testa nella sabbia, meno foto meno proclami meno social, ed è sempre più a caccia d’autore e di nuovi sponsor dopo il tramonto di Matteo Renzi.

Dalfy e Renzi

E’ un mese in cui i nodi dell’Abruzzo sono venuti al pettine, e mentre il governatore elenca appalti per strade ponti e fondovalli come se i problemi dell’Abruzzo fossero tutti qui, il turismo va a picco, le imprese chiudono, il lavoro non c’è e la povertà aumenta.
Per esempio: Demoskopika ha fotografato la salute della sanità e ha confermato agli abruzzesi ciò che gli abruzzesi sanno perchè lo sperimentano tutti i giorni sulla propria pelle, e cioè che la loro è tra le 7 regioni “malate” del Paese, e che sta peggio, molto peggio, di tre anni fa. Persino il vicino e più piccolo Molise ha guadagnato sei posizioni abbandonando l’area delle regioni più sofferenti. Nel 2016 circa dieci milioni di italiani hanno rinunciato a curarsi per le lunghe liste d’attesa o perchè non hanno potuto affrontare i costi per curarsi altrove, o nelle cliniche private.

Dalfy e Paolucci

In questo campo spicca l’Abruzzo che si colloca nell’area delle regioni dell’inefficienza sanitaria con 269,1 punti, subito dopo la Sardegna (277,9 punti) e la Basilicata (272,1 punti). L’Abruzzo è tra le regioni che spendono di più per i contenziosi, con 5,7 milioni di euro pro-capite. Ed è anche la Regione che paga di più per indennità, rimborsi, contributi per i manager delle Asl, con una spesa di 9,8 milioni di euro pro-capite. Mentre sono tante le famiglie che non possono permettersi il lusso di curarsi, quelle che sono scese al di sotto della soglia di povertà: l’Abruzzo anche in questo caso è a fondo classifica. In tre anni  perde tre postazioni rispetto al 2015: significa che è peggiorata, e pure tanto.

In ritardo anche per la spesa dei fondi regionali Psr destinati al mondo rurale, che tantissime piccole imprese stanno aspettando da mesi. Lo attesta il Sole 24 Ore: l’Abruzzo registra infatti una delle peggiori performance nel 2016, ed è addirittura la terzultima nella capacità di raggiungere gli obiettivi di spesa. Lentezza e incapacità anche nello spendere i soldi, 476 milioni di euro, messi a disposizione dall’Unione europea. Solo alla vigilia di Natale, in fretta a furia, sono usciti i bandi del mondo agricolo, ma la situazione è destinata a peggiorare con l’uscita di Giovanni Savini dal Dipartimento dei rapporti con l’Europa.
Dalfy, che non sa più che pesci e ministri prendere, oggi saluterà una parte dei 172 dipendenti regionali pronti ad andare in pre-pensionamento e che costeranno alle casse pubbliche un sacco di soldi per il mancato preavviso che la Regione dovrà pagare. E’ pronto anche un altro corposo piano di prepensionamenti che dovrà essere attuato entro il 2017, ufficialmente per ridurre il personale e i costi della politica, in realtà per togliere di mezzo dipendenti scomodi, anche perchè sono in arrivo bandi per l’assunzione di nuovi ingegneri.

Dalfy spalatore

Fioccano invece le fondovalli e i rifacimenti stradali, e in questo settore la Regione dimostra un impegno febbrile. Naturalmente dipende dai bacini elettorali, perchè interi territori dell’entroterra abruzzese sono invece abbandonati al proprio destino. Succede con la Provinciale 162 Castiglione Messer Marino-Fraine, definita la Salerno-Reggio Calabria d’Abruzzo, distrutta dalle frane di febbraio 2015 e per la quale il Consiglio dei ministri aveva dichiarato lo stato di emergenza. In quei giorni Dalfy si presentò di persona e promise mari e monti. Ma oggi quella strada è ancora a carissimo amico.
Succede che in una recente intervista al quotidiano Il Centro il  governatore abbia elencato le strade, i ponti, le infrastrutture che la Regione Abruzzo intende realizzare ma non una parola, non una soltanto, sulle politiche del lavoro della solidarietà o dell’assistenza o sulle politiche di sostegno ai giovani o per combattere la povertà.
Strade, tante utilissime strade. Poi però per andare a Civitella del Tronto, e visitare la Fortezza, devi fare il camel trophy.
Troppo distratti dalle nomine, dai cda, dalle campagne acquisti per le prossime elezioni.

ps: Questo è l’Abruzzo. E con questo dobbiamo fare i conti.




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