·Saga, ultima chiamata·

Ma che corsa, ma che affanno. E’ da ieri che si rincorrono le dichiarazioni della Regione per tentare di mettere una pezza al disastro della Saga e all’abbandono dell’aeroporto di Pescara da parte di Ryanair. Un comunicato dietro l’altro, un incasellamento di dichiarazioni incomprensibili, che fanno appello alla riservatezza come quello di Alberto Balducci, che parlano di tutto per non parlare di niente come quello di Camillo D’Alessandro, che alludono ma non chiariscono nulla. E che tendono a dimostrare che per carità, non si tratta di una sconfitta, non è un fallimento dell’attuale classe di governo, proprio no. Ma alla fine in serata arriva un nuovo comunicato, questa volta a firma del direttore generale Cristina Gerardis, che interpreta e traduce l’incomprensibilità dei precedenti bollettini. E insomma, è un disastro, è una fuga, ma disastro e fuga sono comuni ad altre città italiane. Ci possiamo consolare.

aeroporto

 Comunque, è un dato di fatto: la base di Pescara della compagnia irlandese low cost, aperta nel 2009, sarà cancellata a partire dal 27 ottobre. Probabilmente Ryanair ridurrà i voli a due destinazioni, Londra e Bergamo. Tutto il resto sarà garantito fino alla fine dell’estate, poi più niente. Tutta colpa delle tasse aeroportuali introdotte da Renzi con la legge di stabilità che sono passate da 6,50 a 9 euro per ogni passeggero, così dicono. La società di mister O’Leary si dice disposta a ripensarci, a condizione però che Saga compensi i maggiori esborsi. Comincia ora la trattativa, ma la legge sugli aiuti di Stato e gli incentivi dati fino ad oggi a Ryanair non sono più possibili: c’è pure un’inchiesta della procura di Pescara e a giorni arriveranno le decisioni. Nel frattempo la Saga col suo presidente Nicola Mattoscio ha cominciato a fare ciò che da anni avrebbe dovuto avviare: la ricerca di nuove compagnie disponibili a operare nello scalo abruzzese. Sono tanti, tantissimi, troppi i soldi che la Regione è costretta a sborsare per risanare i debiti della società.

D'Alfonso e Mattoscio con la Boldrini

D’Alfonso e Mattoscio con la Boldrini

Questo è il quadro. Un quadro che si va delineando da lunedi’ pomeriggio. A cui la Regione ha risposto opponendo riservatezza e facendo uso di parole incomprensibili. Comincia Balducci:

<Le strategie aziendali che riguardano Saga implicano riservatezza poiché ci sono impegni contrattuali che vanno rispettati, impegni la cui infrazione comporta penali>.

Riservatezza, quindi. Continua su questa falsariga l’ex sottosegretario Camillo D’Alessandro, che parla di idee e progetti megagalattici sull’aeroporto mentre tutto sta crollando miseramente e Ryanair ha appena annunciato il taglio della base pescarese:

<Abbiamo un’idea precisa della funzione e dell’importanza dell’aeroporto d’Abruzzo, che rappresenta la più grande infrastruttura regionale al pari del porto di Ortona. La nostra idea chiara è quella di collegare l’Abruzzo ai principali aeroporti hub da cui si può raggiungere qualsiasi destinazione, conservando allo stesso tempo la possibilità di voli diretti. In questo senso si sta lavorando per quanto riguarda i possibili contratti da sottoscrivere>.

Al pari del porto di Ortona, si’, che è appena passato sotto la giurisdizione di Ancona. Poi qualche rigo sui vincoli: rispetto della legge, bilancio, Europa. Parole che servono solo a nascondere il fallimento di una gestione che si è rivelata catastrofica, e non da oggi. Ma per sapere cosa sta succedendo bisogna leggere i giornali, i siti, alla fine la nota di Ryanair perché la Regione non dice nulla. Nulla di chiaro.

D'Alessandro e Balducci

D’Alessandro e Balducci

Solo in serata arriva un comunicato della Gerardis che da una parte incasella la fuga della compagnia irlandese nella politica di disimpegno che Ryanair sta adottando in tutto il territorio nazionale, e dall’altra ammette che la Regione ha un disavanzo di 538 milioni e la Saga perde ogni anno 6 milioni di euro. Per il futuro grandi progetti.

ps: Per il momento, soltanto parole. E anche tanta confusione.




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