·La Regione lumaca·

La Regione è facile e veloce solo per chi viaggia in auto blu. L’Abruzzo da un anno a questa parte è lento, ma molto più lento per chi usa bus, treni, per chi combatte ogni giorno con orari e coincidenze.

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Il 12 giugno è passato da un pezzo, e non è accaduto niente: era previsto il nuovo treno veloce tra Pescara e Roma, la risposta attesa da anni e sbandierata a destra e a manca da Luciano D’Alfonso. Non solo niente treno, ma quelli che ci sono perdono velocità e vanno più piano. A denunciarlo non i soliti gufi pozzangheristi e pessimisti non ridenti e non plaudenti, ma il parlamentare di Sel Gianni Melilla.

Gianni Melilla

Gianni Melilla

Nell’era Dalfonsiana i treni rallentano, e così per esempio quello che partiva da Pescara alle 6.15 per arrivare a Roma alle 9.59 oggi parte alla stessa ora per arrivare alle 10.04, cinque minuti in più esclusi i ritardi. Il treno che partiva alle 9.22 per arrivare a Roma alle 12.59 oggi parte alle 9.21 e arriva a Roma alle 13.06, addirittura 8 minuti in più, sempre al netto dei ritardi. Ancora: il treno che partiva da Pescara alle 14.06 per arrivare a Roma alle 17.59 dopo il cambio dell’orario arriva alle 18.04 anche se parte alla stessa ora, con 5 minuti in più rispetto al tempo che impiegava nei mesi scorsi.

Il consigliere delegato Camillo D'Alessandro

Il consigliere delegato Camillo D’Alessandro

L’interrogazione è finita sul tavolo del Ministro dei Trasporti, anche perchè negli anni Settanta per andare a Roma erano necessarie tre ore e tre minuti, e oggi invece, quasi 50 anni dopo, un’ora in più.
Ma che vogliamo fare, è questa la Regione facile e veloce: i treni, a dispetto delle enunciazioni, vanno più piano anche perchè sennò la sgangheratissima Tua (Società unica regionale dei trasporti su gomma), come farebbe a sopravvivere?

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E anche per andare da Pescara all’Aquila e viceversa occorre farsi il segno della croce. Inutile farsi abbindolare dai famosi no-stop, che sono tutt’altro che no-stop. Provate a prenderlo, uno di questi bus per raggiungere il capoluogo di Regione: tappa obbligata a Chieti sennò chi li sente i chietini, poi Torre e già che ci sei, che la riprendi a fare l’autostrada, e via dritto fino a Bussi e poi Navelli con annessi giri panoramici dentro i paesi, poi tappe e ritappe come manco un bus urbano farebbe. E allora perchè mai li chiamano no-stop?
Non facciamoci neppure ingannare dalle famigerate nuove tappe dei Freccia bianca a Vasto e Giulianova, che non fanno altro che rallentare treni che non sono proprio come i fulmini. Tappe e no-stop che rispondono a una sola logica, che è quella alla quale è improntata la politica dei trasporti della Regione Abruzzo: campanili e clientele, tutto in funzione del voto e delle prossime elezioni.

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ps: il grado di civiltà di una regione si misura da due fattori: la sanità, prima di tutto, e dai trasporti. Al momento, siamo al Medioevo. Regione facile e veloce soltanto per loro, altro che storie.




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