·La Regione ha perso i conti·

Spendono spandono e non rendicontano. Expo, Ipa, e un unico comun denominatore: con i soldi pubblici ci fanno quello che gli pare. È il consigliere pentastellato Riccardo Mercante a riprendere un post di Mapero’ e a chiedere al presidente del consiglio regionale abruzzese Giuseppe Di Pangrazio chi pagherà le famose spese del convegno e viaggio doppione a Dubrovnik organizzato dell’autorità di gestione Paola Di Salvatore. Alla luce del fatto che la commissione europea a settembre dello scorso anno ha comunicato all’Abruzzo “l’interruzione definitiva degli assi Ipa di cooperazione trans-frontaliera”. Spese che l’Abruzzo rischia di ritrovarsi sul groppone, visto che il direttore generale Deffaa ha severamente censurato la Di Salvatore per il convegno fotocopia.

Riccardo Mercante

Riccardo Mercante

Ma c’è anche il rendiconto Expo che la Regione non riesce ancora a partorire. Il presidente della commissione di vigilanza Mauro Febbo ha scritto al direttore generale della Regione Cristina Gerardis, vista la latitanza dei rendiconti, dopo un altro articolo di Mapero’:

“L’Expo di Milano ha chiuso i battenti il 31 ottobre ma in Abruzzo siamo ancora in trepidante attesa della rendicontazione delle spese sostenute per partecipare all’evento”.

La prima richiesta di Febbo e’ di febbraio scorso, ma dopo cinque mesi ancora niente. Due milioni e 400 mila euro che Abruzzo sviluppo ha speso e non ha ancora rendicontato.

Il presidente di As De Monte con D'Alessandro

Il presidente di As De Monte con D’Alessandro

Eppure. Eppure le società in house, come Abruzzo sviluppo a cui recentemente e’ stata affidata anche la gestione delle spese Ipa, sono sottoposte al controllo analogo, e quindi i cda non possono avere rilevanti poteri gestionali e tutte le decisioni più importanti devono essere sottoposte al vaglio preventivo della Regione, in questo caso. Una recente sentenza del Consiglio di Stato ha chiarito che il controllo analogo è un controllo non di matrice civilistica ma di tipo amministrativo, paragonabile ad un controllo di tipo gerarchico. Infatti, la società in house, lungi dall’essere qualificabile nella sostanza come ente di diritto privato è, in realtà, come recentemente affermato dalla Corte di Cassazione, assimilabile ad un ente pubblico. I controlli quindi devono essere al tempo stesso sugli organi e sugli atti, quindi sulle azioni e sui comportamenti.

Mauro Febbo

Mauro Febbo

Ma ce la vedete voi la Regione a esercitare questo tipo di controllo, dopo che ha affidato Expo e Ipa ad Abruzzo sviluppo proprio per non avere troppi vincoli nelle gare di appalto e, ormai è chiaro, anche sui rendiconti? In ogni caso oggi Di Pangrazio almeno su Ipa a Mercante gli dovrà rispondere. Per chiarire una volta per tutte chi rimborserà le spese degli Open day-doppione finanziate con i fondi dei programmi comunitari senza che fossero state autorizzate. E lo stesso dovrà fare la Gerardis col presidente della Commissione di vigilanza, perché i rendiconti non potranno restare tutta la vita nel cassetto.
Ps: è chiaro che Mercante, Febbo e pure Mapero’ che chiedono conto dei rendiconti e dei soldi pubblici sono gufi, pozzangheristi e frustrati. Ma visto che la Regione è ottimista e (non) di sinistra (e i soldi soprattutto non sono suoi), risponda per favore.




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