·La Regione dice, l’Abruzzo paga·

Quanto ci costa. La Regione dice, la Regione fa, e i cittadini pagano. La nuova campagna di pubblicità della giunta guidata da Luciano D’Alfonso presenta il conto. Ottantamila euro è il costo presunto per quello che viene definito “il piano di comunicazione istituzionale al cittadino” e che consiste in una serie di spot andati in onda sulle tv abruzzesi, un sito internet zeppo di sogni tra cui il Masterplan non ancora approvato (il sì di Matteo Renzi doveva arrivare a fine 2015) e di manifesti sei per tre. Una campagna pubblicitaria che serve a raccontare una Regione dei sogni più che dei fatti, un presidente e un esecutivo molto impegnati nelle passerelle e poco nella soluzione dei problemi veri dell’Abruzzo. Della serie: se la cantano e se la suonano.

La giunta regionale

La giunta regionale

Gli 80 mila euro sono “presunti” così come recita la determina. E cioè possono lievitare. Intanto la Regione sta mettendo mano al portafogli, e tra le altre spese paga cash 30 mila euro che servono per le affissioni dei manifesti alla “One group” dell’Aquila, anche se viene specificato che il pagamento avverrà <in due tranche>.

Luciano D'Alfonso

Luciano D’Alfonso

Ma non è la prima volta che la Regione è costretta a pagare a rate: i soldi non ci sono, si sa, e anche il contratto con la Sangritana, ora confluita nella Tua, è stato adattato alle necessità. D’Alfonso deve pagare all’ex ferrovia Adriatica la bellezza di quasi dieci milioni di euro per i servizi resi lo scorso anno (9.799.031,00 per la precisione), altri nove milioni per i costi di manutenzione e della gestione del materiale rotabile, più altri 3.356.969,85 per i servizi statali aggiuntivi. Insomma, una bellissima somma. Il totale però sarà diviso in quattro rate.

D'Alessandro e D'Amico alla nascita della Tua

D’Alessandro e D’Amico alla nascita della Tua

Anche perchè, spiega la Regione, le disponibilità finanziarie <sono insufficienti> e quindi, in attesa del <reperimento delle risorse necessarie alla integrale copertura dei corrispettivi>, si versa soltanto un acconto, di tre milioni di euro e pochi spiccioli, meglio di niente.

Benissimo, gli 80 mila euro della campagna pubblicitaria sono soltanto pochi spiccioli rispetto al debito con la Sangritana, una goccia nel mare. Ma non è serio spendere in pubblicità mentre lì forse non si riescono a pagare commesse e stipendi.

Ps: è come andarsi a comprare il rossetto quando mancano i soldi per il pranzo. Vi pare?




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