·L’Abruzzo che censura·

E’ una brutta regione quella che censura, che ammonisce, che non riconosce libertà, che pretende presenza, e che se non la ottiene, punisce. E’ una brutta regione quella che sotto la bandiera del centrosinistra o del Pd, fa tutto questo come se nulla fosse, anzi come se fosse normale, perfettamente normale. Non c’è un sindacato che alza la voce, un partito che almeno strabuzzi gli occhi. Niente di niente.
Per questo lo Stupidario di questa settimana va alla Tua, e quindi alla Regione Abruzzo. E va anche a un “ignoto” anche se neppure tanto ignoto, che ha preteso e ottenuto la censura di un video emblematico, e a tratti drammatico ed esilarante, che aveva come protagonista un incolpevole scrittore cremonese e un membro dello staff del presidente della Regione Luciano D’Alfonso, qui in veste di gentile presentatore.

La convention della Tua, di spalle D’Alfonso

Due episodi, quindi. Il primo lo ha rivelato Mauro Febbo, presidente della Commissione di vigilanza della Regione: è la lettera con cui il dirigente Gare e appalti della Tua (Società dei trasporti) invita i dipendenti che non hanno partecipato alla convention della società Tua a giustificare la loro assenza.

 

“Entro 5 giorni dal ricevimento della presente, la prego di fornire giustificazioni in merito alla sua mancata partecipazione alla Convention Tua 2017 (tenutasi presso l’Auditorium del Parco all’Aquila), alla quale era stato espressamente invitato dal presidente e dal Dg tramite mail inviatale in data 26 luglio scorso”

scrive Paolo Marino. Insomma, una contestazione disciplinare bella e buona.

Poi è accaduto che a Fossacesia, il primo agosto scorso, sia andato in scena un siparietto vergognoso allo Spazio libri organizzato dal Comune (l’episodio lo conoscete già tutti), in cui il presentatore (che è anche membro dello staff di D’Alfonso, Marzio Maria Cimini) abbia violentemente attaccato sul piano personale l’autore che presentava il libro. Stefano Caso. Tutto è finito in rissa, costringendo l’autore ad alzarsi e ad andarsene. Una rissa documentata dalla prima all’ultima parola dal bravissimo giornalista Antonio Calabrese. Il video, pubblicato su You tube (e ripreso da Mapero’), a metà giornata è stato oscurato.

La serata di Fossacesia

Non si sa chi abbia chiesto e ottenuto la censura di un video che riprendeva un evento pubblico, al quale hanno assistito decine di persone, che hanno raccontato con dovizia di particolari quello che è accaduto quella sera. Si può immaginare, e si possono immaginare gli argomenti, ma si sbaglierebbe comunque.
ps1: In attesa di scoprirlo, e di rivedere quel video, il secondo Stupidario va all’ignoto censore del video di Fossacesia.
ps2: e ai sindacati, ai partiti, a tutti quelli che restano zitti di fronte a episodi di questa gravità.




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