·Troppi ragazzi per Giorgia·

Di nomi oggi sul tavolo della Meloni ne arriveranno a decine: no, Fratelli d’Italia non ha trovato l’accordo, ognuno porta il suo candidato, ogni provincia spinge per il suo paladino, ogni papabile col suo sponsor, e più la lista si allunga più sarà difficile estrarre il nome giusto in tempi brevi.

Anche se ieri sera sulla bocca di tutti gli esponenti di centrodestra correva il nome di Marco Marsilio, il senatore originario di Tocco molto legato al sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, che dall’Abruzzo spinge proprio per lui dopo aver ricevuto il no alla propria candidatura dalla Meloni.

Oggi ci sarà l’incontro tra il coordinatore regionale Etel Sigismondi e la leader di Fdi, ma la partita resterà aperta ancora a lungo: intanto in attesa di vedere come andrà il voto in Trentino domenica prossima, e poi perché c’è l’incognita della Finanziaria e non è escluso che Salvini decida all’ultimo momento di far saltare il tavolo nel caso in cui i rapporti tra Lega e Forza Italia dovessero inasprirsi ancora di più, soprattutto dopo la denuncia alla procura annunciata da Di Maio ieri sera. Insomma, partita ancora aperta. 

Marco Marsilio

E’ chiaro che con una lista così lunga di nomi (Sigismondi presenterà oggi a Giorgia Meloni 4 candidature politiche, tra cui quella di Fabrizio Di Stefano che è a capo delle liste civiche, e altrettante della società civile), ognuno pensa di poterla spuntare. E questo accentua le rivalità e i conflitti all’interno del partito. Ieri sera il coordinamento pescarese di Fratelli d’Italia ha discusso a lungo sulla candidatura di Michele Russo, un altro nome che continua a restare galla in questi ultimi giorni.

Michele Russo

D’altronde, si consolano in Abruzzo, in nessuna delle quattro regioni si è ancora deciso nulla: non si è deciso in Piemonte, dove sono ancora in atto scontri dentro Forza Italia sul nome dell’eurodeputato Alberto Cirio, né in Sardegna dove Fratelli d’Italia non digerisce il candidato della Lega, e neppure in Basilicata dove non si trova la sintesi su un candidato della società civile. 

E in Abruzzo le cose stanno messe ancora peggio. Il centrodestra rischia seriamente di correre spaccato, perché Fabrizio Di Stefano va avanti spedito per la sua strada, sempre più determinato a candidarsi a capo delle liste civiche. Il messaggio che i suoi fedelissimi mandano a Roma è che il centrodestra deve scegliere se vuole vincere o vuole perdere, nel senso che il nome del candidato presidente non è indifferente, visto che i sondaggi danno ancora vincente il Movimento 5 stelle. Sabato prossimo Di Stefano presenterà ad Avezzano i suoi candidati e il suo programma, segno che non indietreggerà di mezzo millimetro, neppure se Fdi dovesse candidare Marsilio: ormai la strada è tracciata e in ogni caso mai accetterebbero il nome di uno “straniero”, visto che il senatore con l’Abruzzo ha solo una lontana parentela. 

ps: Insomma, il motto “aiutiamoli a casa loro”, in questo caso sembra molto appropriato. E anche la Meloni a quanto pare predilige il made in Italy, in questo caso il made in Abruzzo. Non resta che aspettare il verdetto, questa sera.





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