·La mafia esiste, un protocollo per combatterla·

L’Abruzzo è regione permeabile agli interessi della criminalità organizzata: lo dice la relazione della Dna del 2019 e lo dimostrano alcune operazioni che hanno coinvolto esponenti di spicco della criminalità organizzata in ogni provincia. Non solo, i segnali di allarme sono anche altri: negli ultimi mesi sono stati confiscati ingenti quantitativi di droga in diverse città (Chieti, Sulmona, Pescara ed altre), presumibilmente destinati al consumo locale e provenienti comunque da fuori Regione; l’allarme sulle dipendenze da giochi d’azzardo che vede la nostra Regione prima in Italia; la presenza in Abruzzo della cosiddetta “mafia dei pascoli”, come è emerso anche dall’operazione condotta in Sicilia dalla Procura di Messina e che ha portato a 94 arresti; le problematiche legate ai rifiuti, tema anche questo, come droga e giochi d’azzardo, riconducibile ad attività di interesse di camorra e ‘ndrangheta in particolare.

Franco Roberti, ex procuratore antimafia

Ma è la corruzione insieme al riciclaggio, tra gli strumenti privilegiati delle mafie, rispettivamente per la penetrazione nelle istituzioni e negli enti locali e per il controllo delle imprese anche attraverso prestanome, a fare alzare l’asticella del rischio. E poi, come se non bastasse, nella regione sono presenti otto carceri importanti (Chieti, Sulmona, Teramo, Pescara, Lanciano, Avezzano, L’Aquila e Vasto) che portano in Abruzzo i familiari dei detenuti.

Un elenco che non si conclude qui e che si traduce in una difficoltà di crescita del territorio che potrebbe essere legata come succede altrove, proprio alla presenza di clan camorristi.

Proprio per questo la responsabile regionale del Forum antimafie del Pd Teresa Nannarone e il segretario Michele Fina, hanno inviato un documento con alcune significative linee guida a tutti i sindaci della regione ai quali propongono di rendere noti (anche per le società partecipate) l’elenco dei fornitori, gli atti di vendita e di affitto degli immobili, i nominativi delle società che dichiarano la sede nel territorio comunale, dei soggetti che acquistano o affittano beni nelle aree industriali e artigianali, delle nuove società sul territorio e i criteri di impostazione dei rapporti contrattuali. 

Teresa Nannarone

Nelle linee guida del Pd Abruzzo si propone poi di richiedere alle società che rispondono ai bandi di esibire il certificato antimafia rilasciato dalla Prefettura e di indire sempre aste per l’assegnazione dei terreni per prevenire il fenomeno della mafia dei pascoli. Teresa Nannarone propone poi una conferenza annuale per illustrare i risultati del contrasto alle mafie e un protocollo unico regionale da sottoscrivere con i ministeri dell’Interno e della Giustizia, le Province e i Comuni.




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