·La guerra degli Stati·

Le ha cantate chiare, Daniela Stati, il quattordicesimo (leggasi quattordicesimo) assessore delle Giunte (il plurale è d’obbligo) Di Pangrazio che ha sbattuto la porta ed abbandonato il Sindaco di Avezzano al suo destino.  Un’altro nome che si aggiunge alla lunga lista di assessori usa e getta del fratello di Sua Peppanza, assessori a scadenza o appunto, come lo Scottex.

La Stati con Fini

La Stati con Fini

Le dimissioni della Stati fanno però più rumore delle altre, e per diversi motivi.  Lei è figlia d’arte, figlia di Ezio, personaggio importante dell’area centrista della politica regionale, e proprio gli Stati avrebbero dovuto supportare Di Pangrazio nel tentativo, in verità un po’ difficile, di essere rieletto per il secondo mandato. Quindi con le dimissioni di Daniela va in frantumi l’accordo politico che era alla base della sua nomina ad assessora, ed ora gli Stati cambieranno cavallo e proveranno a mandare a casa i Dipangrazios .
Lei ha parlato così:

“Io non amo imporre la mia presenza a nessuno e in nessun contesto e la sensazione che ho avuto dall’inizio, e man mano sempre più concretamente, invece, è stata proprio quella di un ospite maldigerito. Io non sono una “yesman” e quindi sono abituata a discutere e a confrontarmi sui temi in questione prima di prendere e votare una decisione o una delibera. Questo – afferma Daniela Stati – non era possibile perché le delibere che si portavano in giunta venivano consegnate sempre poche ore prima invece che due giorni prima; il Sindaco spesso non era presente alle giunte senza parlare della assoluta scarsezza di disponibilità nei miei confronti relativamente agli orari per tenere le giunte, orari che non hanno mai tenuto conto delle mie esigenze. Non era mancanza di galanteria o di educazione, evidentemente nella giunta Di Pangrazio sono ben accetti altri tipi di assessori che non rispecchiano assolutamente, però, il mio modo di essere”.

Il sindaco Gianni Di Pangrazio

Il sindaco Gianni Di Pangrazio

Ma schermaglie a parte, il conflitto è tutto politico, e appare evidente dalle parole di Daniela: l’ex assessore regionale ed ora ex assessore comunale ha ricostruito in più interviste la vicenda che ha portato alle sue dimissioni.
Siamo al 2012, la lista Stati a supporto di Di Pangrazio elegge due consiglieri, ma stranamente non ottiene posti in giunta.  La nomina arriva molto dopo, dice Daniela,

“quando sono andata a rivendicare quel risultato che non mi era stato riconosciuto visto che avevo osato non votare Peppe Di Pangrazio alle Regionali preferendo candidarmi”.  “Ora come allora – è l’accusa al vetriolo della Stati – l’intera Giunta comunale è mobilitata soltanto per soddisfare le ambizioni dell’attuale presidente del Consiglio regionale abruzzese, fratello del sindaco Gianni”.

Ed eccolo qua. E’ il tema del conflitto di interessi tra Gianni e Peppe, già in passato sollevato dalle opposizioni.

“Successe già nelle elezioni scorse, quando tutti gli assessori e consiglieri lavorarono per l’elezione di Peppe – dice Daniela – mi è parso di capire che si sta ripercorrendo lo stesso sistema per rieleggere il Sindaco e poi il fratello Peppe alla Camera nel 2018.  Mi piacerebbe però sapere se il Partito democratico ha già deciso”, conclude sibillina la Stati. 

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Eh già, il Partito Democratico. Il partito degli ipocriti viene chiamato ad Avezzano, nel senso etimologico di “soggetti che recitano in scena”. Nel Pd di Avezzano si discute della ricandidatura di Gianni. Il Sindaco supertecnico non ha portato troppi risultati, è stato azzoppato da un sondaggio che gli attribuisce scarsissimo gradimento presso l’elettorato, è zavorrato da un fratello ingombrante, quel Sua Peppanza sempre sul filo della sfiducia. Eppoi il terreno della rielezione di Gianni  è seminato di insidie ancor più pericolose,  a partire dal processo penale che si apre il 16 febbraio 2017.
Acque agitate per Di Pangrazio. Partito con la promessa di ribaltare la città, è ora la città che sta ribaltando un Sindaco che ha promesso troppo e realizzato forse un po’ troppo poco.

Giuseppe Di Pangrazio

Giuseppe Di Pangrazio

Maperò Gianni è condannato a ricandidarsi, perché il conflitto di interessi con il fratello è contemporaneamente la sua unica forza. Lui e il fratello lavorano in coppia: simul stabunt, simul cadent, ghignano gli oppositori. Gianni ha spedito Sua Peppanza là dove si trova,  ora toccherà a Peppe supportare Gianni per il secondo mandato al Comune (si vota nel maggio 2017) e poi toccherà a Gianni tirare la volata a Sua Peppanza per la Camera (2018).  Nell’Avezzano politica, insomma,  c’è posto solo per i Dipangrazios. 

ps: Daniela ha capito che Gianni le avrebbe tirato tutto il sangue e poi l’avrebbe gettata via come un pupazzo vecchio. E si è tirata indietro per tempo. Ora si apre la guerra contro i Dipangrazios e sullo sfondo c’è Andrea Gerosolimo.




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