·Guerra degli assessori, entra De Annuntiis·

C’è un’altra emergenza alla Regione Abruzzo ma non è il Covid. Riguarda le poltrone. Dopo la cacciata per alto tradimento di Mauro Febbo, assessore alle Attività produttive molto apprezzato anche al di fuori del centrodestra, adesso Forza Italia deve scegliere con chi rimpiazzarlo. E solo ieri nella tarda serata è stato raggiunto l’accordo, quello che consentirebbe di evitare doppioni e modifiche statutarie: Umberto De Annuntiis, attuale sottosegretario in quota Forza Italia sarà il nuovo assessore alle Attività produttive al posto di Mauro Febbo; al suo posto in consiglio regionale entrerà Gabriele Astolfi, responsabile del partito a Teramo ed ex sindaco di Atri; e l’incarico da sottosegretario andrà alla Lega, che così otterrà la famosa poltrona in più rivendicata nell’immediato dopo-elezioni. Contenti tutti, quindi. Contentissima Forza Italia che riesce a far entrare Astolfi, al quale era stato garantito l’ingresso in Regione subito dopo le elezioni, tanto che il presidente Marco Marsilio si era dichiarato pronto a modificare lo Statuto per equiparare il ruolo da sottosegretario a quello di assessore e così consentire la surroga di De Annuntiis con lo stesso Astolfi; contento Marsilio che non deve fare ora una modifica statutaria che gli avrebbe comportato un’altra ventata di impopolarità; contentissima la Lega che ottiene il famoso posto in più.

Eppure non era stato facile, ieri, trovare la quadra. Sulle prime il coordinatore regionale azzurro Nazario Pagano aveva calato sul piatto dell’esecutivo il nome di Daniele D’Amario, un esterno: in pratica l’uomo che ha fatto il consigliere regionale di riserva nel periodo in cui Febbo è stato assessore. E che dopo la sua rimozione (e il ritorno nei banchi del Consiglio) è tornato a casa.

Marsilio e Mauro Febbo

Un problema, per Marsilio, visto che lo Statuto della Regione consente un solo esterno, che già c’è ed è in quota Lega, Piero Fioretti. E la Lega è un alleato da trattare con i guanti bianchi, soprattutto dopo che è esploso il caso Chieti. Un problema anche per buona parte di Forza Italia, che ha accusato Pagano di fare di testa sua.

E allora l’ipotesi accarezzata a metà pomeriggio è stata quella di modificare lo Statuto, per consentire l’ingresso di un secondo assessore esterno. Oppure, se Forza Italia non avesse acconsentito a cambiare nome (indicando D’Annuntiis, come chiedeva una parte degli azzurri e come si è verificato alla fine), chiedere alla Lega di sacrificare Fioretti. Per il Carroccio in realtà non sarebbe stato un grande sacrificio, visto che l’assessore all’Istruzione è espressione della vecchia guardia leghista, cioè dell’ex segretario regionale Giuseppe Bellachioma che i nuovi leader Luigi D’Eramo e Gianfranco Giuliante non hanno mai sopportato. 

Piero Fioretti
Bellachioma con Marsilio

L’avvicendamento nella giunta regionale è diventato caso nazionale, oggetto di una trattativa che si è svolta tra Antonio Tajani e lo stesso Salvini: ieri Repubblica raccontava di un Silvio Berlusconi furibondo dopo lo sgambetto di Giovanni Toti, che non ha assegnato neppure un assessore a Forza Italia. Insomma, il partito del Cavaliere è ridotto ai minimi termini nei territori e lo strappo ligure avrà riflessi nazionali. Se ci si aggiunge che anche in Veneto Luca Zaia ha fatto a meno degli azzurri, si capisce  che in Abruzzo, dove la Lega ha chiesto e ottenuto la testa di Febbo accusato di aver tradito e fatto perdere le elezioni ai candidati sindaci di Chieti e Avezzano, Forza Italia non poteva perdere (ulteriormente) la faccia, e per questo rivendicava il diritto di scegliere il successore nella giunta, senza che il Carroccio ci mettesse becco. E così è stato, e alla fine ci hanno guadagnato tutti.

Luigi D’Eramo

Insomma, gli occhi di tutti i leader nazionali sono puntati sul presidente Marsilio: la parola d’ordine ieri pomeriggio era “saldi invariati”, che significa che ogni partito avrebbe dovuto mantenere le quote originarie di assessori, così voleva Berlusconi e così è stato per Forza Italia, mentre la Lega ha comunque ottenuto uno strapuntino in più.

E intanto, a causa delle elezioni di Chieti, sono più di due settimane che la Regione è alle prese con la guerra degli assessori, mentre le cifre del contagio continuano a salire.




Articoli correlati

  • Forza Italia, si saldi chi può30 Ottobre 2018 Forza Italia, si saldi chi può E adesso si mette davvero male. O bene, a seconda dei punti di vista. Ieri sera Silvio Berlusconi ha lanciato l’ultimatum alla Lega: se non lascerà i Cinquestelle alle prossime elezioni […]
  • Meno male che Silvio non c’è5 Novembre 2015 Meno male che Silvio non c’è Lui è ancora ufficialmente indeciso. Ma probabilmente non ci andrà. E così, al primo tentennamento, al primo take di agenzia, al primissimo chissà, loro hanno battuto in ritirata. Ma […]
  • Il caso Sospiri dal ministro3 Aprile 2020 Il caso Sospiri dal ministro C’è gente che muore, e gente che combatte dentro gli ospedali. E c’è chi in piena emergenza sanitaria, sociale ed economica, nel bel mezzo di una pandemia planetaria, continua a fare […]
  • Azzurri, Pagano incorona Masci21 Dicembre 2019 Azzurri, Pagano incorona Masci E siccome scorrono già i titoli di coda e lui la poltrona la dovrà lasciare presto, prestissimo, pare subito dopo Natale, Nazario Pagano è corso ai ripari. E ha proposto come suo […]