·La Di Stefano fa tana a Pagano·

Lui perde pezzi, e pure grossi che più grossi non si può, però Berlusconi lo chiama al telefono centinaia di volte (al giorno, al mese all’anno?): così parlò Nazario Pagano durante la presentazione del libro di Fabrizio Cicchitto a Teramo, moderatore Paolo Tancredi e relatori Luciano D’Amico, Paolo Gatti e Giovanni Legnini.

Nazario Pagano

Era il 5 aprile e proprio in quelle ore scappava da Forza Italia Fabrizio Di Stefano, approdato nella Lega, portandosi dietro il sindaco di San Salvo Tiziana Magnacca e tanti altri amministratori. Lui ci ha bevuto sopra (al Vinitaly con Antonio Martino), e si è molto pavoneggiato con questa storia di Berlusconi. Finche ieri gli è andata di traverso. Anzi, gli si è proprio ritorta contro.

Alle due di ieri pomeriggio Sabrina Di Stefano, tra gli abruzzesi la più vicina al Cavaliere (basta guardare il suo profilo Facebook: foto con la Pascale, con Berlusconi, col cagnolino Dudu, a Palazzo Grazioli e in ogni dove), scrive su Facebook un post al veleno.

Sabrina Di Stefano con la Pascale

“Triste storia di un coordinatore regionale di se stesso: Forza Italia Abruzzo perde continuamente esponenti di rilievo (e con essi i loro elettori) rimanendo impantanata nel solipsismo. 

Tanto solo che deve inventarsi cose mai avvenute, per sentircisi di meno. (Presentazione libro Cicchitto come ultimo caso… Nazario nostro ha affermato che il Presidente Berlusconi lo chiama centinaia di volte e si confida con lui…magari nei suoi sogni…!!!)”.

Insomma un post in cui ci sono più pugnalate che parole: “coordinatore di se stesso”, “solipsismo”, e poi che Nazi che si inventa cose mai avvenute e che tutte queste telefonate lui se le sogna di notte.

La Di Stefano con Berlusconi

Una botta di vanità pagata a caro prezzo, quella di Pagano, appellato dalla bella SabrinaNazario nostro”. 

Una figuraccia, di quelle bibliche. Povero Pagano, adesso che scappano tutti non si può manco fare bello in pubblico: Sabrina non perdona, non è neppure la prima volta che lo pizzica con le mani nella marmellata. L’ultima, quando “Nazario nostro” propose il (finto) sondaggio per scegliere il candidato sindaco di Pescara (che lui aveva già scelto). In quell’occasione la Di Stefano gli scrisse:

“Ma come mai Pagano non utilizzò questo metodo quando si trattò di scegliere il candidato al Senato?”. 

ps: Il candidato in quel caso era lui. Ovviamente.





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