·Il vertice sotto chiave·

Il rimboschimento finisce sotto chiave. C’è un’aria tesa, talmente tesa alla Regione che alla faccia della trasparenza e del cordone di polizia, il vertice organizzato da Luciano D’Alfonso con sindaci, prefetti e presidenti di Provincia per parlare dell’incendio sul Morrone, finisce con la porta che viene chiusa a doppia mandata.

Il vertice di ieri

Sono appena passate le 15.30 quando in viale Bovio si radunano gli invitati al vertice sul rimboschimento, al quale proprio in corner si aggiungono i direttori dei Parchi, recuperati dal governatore dopo le feroci polemiche finite sul tavolo del ministro: fuori però ci sono i manifestanti, cittadini della Valle Peligna e ambientalisti che con cartelli e striscioni protestano contro l’iniziativa della Regione, il rimboschimento è vietato dalla legge quindi non s’ha da fare.

I toni si alzano quando sulla porta della stanza in cui si tiene la riunione fa irruzione il papà di Stefano Feniello, una delle vittime della valanga di Rigopiano, chiedendo giustizia per il figlio. Volano parole grosse ma l’uomo, questa volta, viene allontanato con mille precauzioni, al contrario di quanto accadde in occasione dell’inaugurazione del ponte Flaiano, quando dopo l’indifferenza e dopo le risate di un membro dello staff di D’Alfonso, venne portato via con molto malgarbo.
Insomma, clima teso, tanto che neppure i giornalisti vengono ammessi alla riunione: tutto si svolgerà in massima segretezza, nonostante le foto e nonostante la legge 124 del 2015, la famosa riforma della pubblica amministrazione che riconosce il diritto dei cittadini ad avere accesso digitale a tutte le informazioni.

La porta chiusa a chiave

Ma qui non si tratta soltanto di segretezza, ma anche di paura: lì fuori c’è gente, ci sono i cittadini che protestano ai quali si aggiunge poco dopo anche il consigliere cinquestelle Domenico Pettinari. Meglio chiudersi a chiave, non si sa mai.
ps: ai cittadini e ai giornalisti poi verrà dispensato il solito comunicato. Ma quando si comincia ad aver paura, della gente e della trasparenza, qualche domanda bisognerebbe farsela.




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