·Il prezzo del rimpasto·

Le trattative sono andate avanti per tutta la notte: l’agnello da sacrificare è Giuliano Diodati, così ha deciso il Pd, e non è proprio un agnello da quattro soldi. E’ un uomo di Di Matteo, è il cognato della parlamentare Vittoria D’Incecco, è un assessore bravo e di peso: per toglierselo di torno e assecondare le brame di Gianni Teodoro bisogna che sia d’accordo, che dica sì. Altrimenti la giunta di Marco Alessandrini rischia, e rischia pure parecchio: Diodati l’ha fatto intendere, in questi giorni, quando cominciava a circolare il suo nome come assessore da sacrificare a beneficio dei Teddiboys.
Il rimpasto della giunta di Pescara si farà entro questa mattina, il giorno di ferragosto è il termine ultimo indicato da Gianni, il capo dei Teodoro, e il Pd ieri si è messo a testa sotto, richiamando al tavolo delle trattative anche il sindaco Marco Alessandrini.

Alessandrini e Diodati

Il rimpasto è l’ennesimo pegno che il primo cittadino paga alla Regione Abruzzo e al presidente Luciano D’Alfonso che tre mesi fa ha voluto con sé il vice sindaco Enzo Del Vecchio, quando Claudio Ruffini se n’è andato. Ed è la conseguenza ancora più folle del primo rimpasto cucinato in fretta e furia, quello col quale è stata rimandata a casa la Teodorina, la figlia di Gianni. E’ il tributo che Alessandrini paga alla Regione rimettendoci due volte la faccia, con questo tira e molla schizofrenico con i Teodoro, e chissà che questa volta non ci rimetta anche qualcosa di più: di fatto non può permettersi il lusso di rompere con Sinistra italiana che minaccia di uscire dalla maggioranza in Comune, ecco perchè l’assessore comunale Giovanni Di Iacovo non si tocca e adesso la poltrona la rischia Diodati.
Si saprà questa mattina se l’assessore abboccherà. E’ un osso duro, lui, e lo è ancor di più Di Matteo: per questo hanno deciso di indorargli la pillola offrendogli in cambio la poltrona per una sua consigliera, o la Santavenere (a sua volta defenestrata tempo fa), o per la Di Giampietro che da parecchio non aspetta altro.

Enzo Del Vecchio

In questo caso a cambiare sarebbero due pedine: la Scotolati (esterna) lascerebbe il posto alla consigliera di Diodati, Diodati lascerebbe la poltrona a Gianni Teodoro, e sempre Diodati tornerebbe a casa soddisfatto perchè una delle sue consigliere entrerebbe in giunta. Certo, in questo modo, ammesso che l’assessore allo Sport abbocchi, Alessandrini prenderebbe due piccioni con una fava: accontenterebbe Teodoro e spunterebbe le armi a Diodati, che senza consiglieri, non potrebbe fare più alcuna delle battaglie minacciate se solo avessero provato a toccarlo.

Gianni Teodoro

Insomma, un quadro non proprio edificante, questo del Comune di Pescara completamente asservito alle logiche regionali. Senza contare poi che in ogni caso è in programma un’altra staffetta: lascerebbe anche Laura Di Pietro (quota Blasioli) per fare largo a una fedelissima del segretario cittadino Moreno Di Pietrantonio, e cioè Simona Di Carlo.

Simona Di Carlo

ps: della serie che tutto questo giro di poltrone risponde a una logica che non è sicuramente quella dell’efficienza e della preparazione. Ha un altro nome. Metteteglielo voi.





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