·Il Pd attovagliato per il segretario·

E allora habemus segretario. Il Pd ha deciso, sarà uno e trino. Segretario unitario si chiama, ma rappresenterà le anime di tutti. L’immagine plastica di questa scelta è stata scattata a tavola, vista mare, foto poi pubblicata sul profilo Facebook del sindaco di Francavilla Antonio Luciani.

“Lungo e proficuo incontro dei componenti della mozione Zingaretti in vista del congresso del 21 luglio che prevede l’elezione di nuovi organi statutari del partito democratico”

scrive il primo cittadino. C’erano tutti i candidati alla segreteria regionale, quindi lui Luciani, poi il sindaco di Spoltore Luciano Di Lorito, il sindaco di Castellalto Vincenzo Di Marco e Michele Fina, oltre ad Andrea Catena. Voglia di sintesi, dicono, in linea con le indicazioni romane. Ma anche di rinnovamento. Alla fine davanti a un bicchiere di Cerasuolo si accordano, tutti disposti a fare un passo indietro: sarà Fina il nuovo segretario. Ma il partito ha un cuore grande e c’è posto per tutti. Così Luciani avrà la vice segreteria e gli altri sotto a chi tocca.

“Il Pd tutto si impegna a riavvicinare i cittadini al partito e alla politica, che riesca a parlare alla gente una lingua conosciuta e che traduca logiche e ragionamenti aperti”,

continua Luciani

Ma che bello, tutti ad applaudire, persino i grandi sconfitti dal congresso, a cominciare da Luciano D’Alfonso per finire con Camillo D’Alessandro e Silvio Paolucci: grande rinnovamento, quello di un partito che si attovaglia vista mare. Un segretario di sintesi, ma con strapuntini per tutti. (Anche se Fina garantisce che no, non si tratta di questo e lui assicurerà trasparenza e rinnovamento)

Michele Fina

Ma il vizio del pranzo/cena vista mare per parlare di politica è pessimo e bipartisan: anche lo stato maggiore del centrodestra, domenica scorsa si è attovagliato a Pescara allo stabilimento ex vip Alcione, col coordinatore Nazario Pagano a capotavola, per tentare di risolvere il problema della crisi del Comune di Pescara: eh sì, il sindaco che ama Pescara Carlo Masci non era (e non è) ancora in grado di formare una giunta. E loro, i leader del centrodestra con contorno di staffiste, hanno tentato, invano, di trovare la quadra intorno a una fritturina di pesce.

ps: E’ finita con grandi risate (e scarsi risultati, visto che dopo quattro giorni sono ancora a carissimo amico). Però, vuoi mettere l’amore per Pescara.




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